"Quel giorno, il 28 febbraio, stavo lavorando in clinica, quando ho sentito in strada il rumore dei poliziotti armati contro la folla dei manifestanti. Sono uscita fuori – non avevo programmato né immaginato niente – e di fronte a quella scena disumana ho pensato solo a difendere la gente. Mi sono messa in ginocchio: ho voluto solo salvare quella gente e per questo mi sono inginocchiata davanti ai poliziotti, perché i giovani potessero scappare dal pericolo". Suor Ann Rose Nu Tawng – la 44enne religiosa saveriana diventata la suora-coraggio del Myanmar – ricorda con voce semplice e naturale il gesto (nella foto sotto) che ha fatto il giro del mondo: una piccola suora inginocchiata davanti alle milizie anti-sommossa per fermare gli scontri e gli spargimenti di sangue. Una repressione brutale che dura in Myanmar dal colpo di Stato militare del primo febbraio scorso, contro chi manifesta nelle strade per il ritorno alla democrazia (finora 780 morti e 3.840 arresti, soprattutto tra i giovani). "Il mio obiettivo era salvare la gente. Non ho pensato a salvare la mia vita, al rischio che correvo. L’unico scopo era che i giovani potessero scappare. Poi mi sono meravigliata di essere ancora viva".