Giovedì 18 Luglio 2024

La storia di Indi Gregory, il calvario di una vita di appena 8 mesi

La bimba aveva ottenuto la cittadinanza italiana per facilitare il suo trasferimento all’ospedale Bambin Gesù di Roma che si era reso disponibile ad assistere la piccola

Roma, 13 novembre 2023 – E’ il giorno della rabbia e del dolore. Per la famiglia Gregory fino all’ultimo sibilo al capezzale della figlia Indi Gregory “la vita è finita all’1.45”, quando il cuoricino della bimba ha smesso di battere. Appena 8 mesi di vita, affetta dalla nascita da una grave patologia mitocondriale, è morta di notte in un hospice dopo lo spegnimento dei macchinari che la sostenevano in vita al Queen's Medical Center di Nottingham. Un calvario scandito da ricorsi lampo, proroghe e camere di ospedale. 

Il padre di Indi, 'arrabbiati e pieni di vergogna' (Ansa)
Il padre di Indi, 'arrabbiati e pieni di vergogna' (Ansa)

I primi giorni di vita 

Indi Gregory è nata il 24 febbraio 2023 a Nottingham. Da allora ha passato la sua breve vita in terapia intensiva pediatrica. La funesta malattia che l’ha colpita alla nascita è una deplezione mitocondriale: con questo nome si identificano diversi disturbi genetici rari – di quello che ha colpito la piccola inglese si conoscono pochissimi casi - caratterizzati dalla riduzione del numero di mitocondri all'interno delle cellule.

La sentenza della Corte inglese 

Claire e Dean Gregory chiedono che la figlia possa continuare i trattamenti che le consentivano di rimanere in vita con il trasferimento in Italia dove l’ospedale pediatrico vaticano Bambino Gesù si era reso disponibile ad assistere la piccola. L’Alta corte britannica però respinge l’istanza. Proseguire i trattamenti secondo l’opinione dei medici del Queen's Medical Center di Nottingham, accolta dai giudici inglesi, sarebbe stato inutile e anche doloroso per la piccola paziente. Viene deciso lo stop ai supporti vitali previsto per lo scorso 9 novembre a cui segue il ricorso della famiglia Gregory. Viene negato ai genitori anche il trasferimento della bimba a casa in quanto ritenuto anch’esso “non nel miglior interesse della bimba” e “quasi impossibile da realizzare senza rischio di complicazioni”. 

La cittadinanza italiana 

In Italia viene convocato il 6 novembre un Consiglio dei ministri lampo, concluso in pochi minuti, per conferire la cittadinanza italiana a Indi Gregory. Con la cittadinanza, in una corsa contro il tempo, si puntava a trasferire in Italia la piccola e a farla ricoverare all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

Gli ultimi giorni di vita 

Venerdì 11 novembre si è proceduto all’estubazione: ovvero allo stop ai supporti vitali che tenevano Indi appesa alla vita. Così hanno voluto i medici del Queen Medical Center di Nottingham, sostenuti dal tribunale a cui più volte si sono appellati i genitori, sostenuti nella battaglia dall’avvocato Simone Pillon e da Jacopo Coghe, dell’associazione Pro vita & famiglia, che fino all’ultimo non si sono arresi. A seguito dello stop dei macchinari, sono partite le procedure di trasferimento in un hospice. Indi Gregory è morta nella notte a cavallo tra domenica 12 e lunedì 13 novembre.

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