Tommaso Strambi Il rischio si nasconde dentro casa. Favorito dall’isolamento in cui siamo costretti. Ce lo ricorda la storia che arriva da Rivoli. È lì, nella cintura torinese, che l’orco è entrato nelle camerette delle sue vittime approfittando del lockdown. Il ’cacciatore di bambini’ – peraltro di...

Tommaso

Strambi

Il rischio si nasconde dentro casa. Favorito dall’isolamento in cui siamo costretti. Ce lo ricorda la storia che arriva da Rivoli. È lì, nella cintura torinese, che l’orco è entrato nelle camerette delle sue vittime approfittando del lockdown. Il ’cacciatore di bambini’ – peraltro di soli 17 anni, quindi di pochissimo più grande delle sue prede –, agiva incuneandosi in quel vuoto che anima i luoghi più affollati di oggi. Tra smartworking, didattica a distanza, sport sospesi e coprifuoco, infatti, le nostre case sono molto più frequentate di prima. Eppure, paradossalmente, anche quelle dove ci si può isolare meglio di qualsiasi deserto.

Complici gli smartphone, i tablet, ma anche la Ps4 o 5 che sia, ognuno finisce per rinchiudersi nel proprio mondo. Più vicini, eppure più lontani. Senza poter sfogare le proprie passioni fuori dalle quattro mura domestiche, finiamo per estraniarci anche quando avremmo l’opportunità di vivere più attentamente i legami umani. Prima della pandemia non avevamo tempo, presi com’eravamo dalla frenetica corsa quotidiana. Ma ora che, davvero, viviamo tutti sotto lo stesso tetto non ci accorgiamo di cosa accade sul divano di fianco. Capita così che l’orco travestito da amico si metta a chattare durante una sfida di Fortnite, proprio mentre siamo intenti a mettere il like all’ultima foto di Instagram o a commentare un post di Facebook. Soli e isolati nel luogo più affollato di oggi e che dovrebbe essere anche il più sicuro di tutti. Travolti dal lockdown degli affetti.