Alcune schermate di Immuni
Alcune schermate di Immuni

Roma, 3 giugno 2020. Scaricatissima e altrettanto criticata. A 24 ore dal lancio, la app Immuni - studiata per tracciare i contagi da Coronavirus e impedire lo sviluppo di nuovi focolai - ha fatto il pieno di recensioni negative. Sugli store di Apple e Google, dove è in testa alle classifiche, gli utenti non hanno fatto sconti agli sviluppatori, riscontrando troppi problemi in una app davvero molto attesa.

Su Apple

I voti di chi usa i melafonini sono tendenzialmente positivi (in media 4,4 su 5). Ma anche qui, sulle oltre 3.600 recensioni, ce ne sono parecchie caustiche: "Non dovrebbe essere una app accessibile a tutti e facile da installare? Direi che cominciamo male... ho un iPhone 11 e per installare Immuni devo avere l'ultimissima versione del sistema operativo. Mi pare che questo - attacca Fedegal78, che lascia solo una stellina - non accada sicuramente con le app di maggior utilizzo". Anche GerryBoy1964 non usa la carota. "Lanciare una app fondamentale... ed è subito bug (gli errori di programmazione, ndr). Dopo aver installato la app appare il messaggio 'Seleziona abilita nel pop-up che apparirà qui sotto'. Ovviamente non appare nessun pop-up. Meno male che dovrebbe essere una app di una certa importanza". E Kikkasmile pensa ai più anziani: "Immuni richiede una versione di iOs superiore alla 13.5. Penso ai miei genitori che non fanno un aggiornamento da anni e non sanno nemmeno cosa sia. Se volete che raggiunga più persone possibili (dal momento che immagino sia questo lo scopo), dovreste rivedere questi piccoli dettagli".

Su Google

Sul Google Store gli utenti sono stati ancora più critici e il software al momento ha ottenuto appena 3,6 stelline sulle 5 disponibili. Un risultato abbastanza deludente. "L'ho installata senza problemi e attivata seguendo le indicazioni. Quando la riapro - racconta Giangiacomo C. - per vedere se funziona (com'è consigliato) la trovo disattivata, nonostante Bluetooth e geolocalizzazione siano in funzione correttamente". Gli fa eco, ma con sfumature diverse Stefano S.: "Purtroppo a me non funziona perché ho il Bluetooth 4.0 e credo serva il 5.0. Pessima scelta tecnica per una appe che per raggiungere il suo scopo ha bisogno di una diffusione massima. Una grossa fetta di telefoni in questo modo viene tagliata fuori". Scaricata già oltre mezzo milione di volte, su Google oltre 6mila persone hanno lasciato una recensione. Antonio L. ha deciso di dare solo una stellina al software anti Coronavirus: "Su iPhone 6, che non può avere iOs 13 (il sistema operativo dei melafonini, ndr) non si può neanche addirittura scaricare. Ma non ho capito, vuoi vedere - sbotta dopo aver annotato una serie di cose che non funzionano - che in piena crisi con tutti i problemi economici che ogni famiglia sta attraversando, dovremmo pensare alla sostituzione dei cellulari in famiglia per sentirci più sicuri?" Anche Gian Luca A. è deluso: "Non funziona in background. Quando la si apre segnala il servizio non attivo. Occorre spegnere il Bluetooth e farlo attivare alla app. Questo ogni volta". Gli fa eco Alice L., che si è imbattuta nello stesso problema: "Mica si può vivere tenendo aperta solo Immuni".

Le accuse di sessismo

E come se non bastasse, Immuni è stato bersagliato di critiche per alcune immagini che accompagnano la app. In una schermata si vede una donna che tiene in braccio un bambino, mentre l'uomo è impegnato al telelavoro. Un raffronto considerato "fuori dal tempo e dalla storia", come ha notato l'ex parlamentare Anna Paola Concia. Il caso è talmente montato che la ministra Elena Bonetti è stata costretta ad annunciare che presto la grafica verrà ripensata.