Bruno Vespa Chi si oppone al Super Green Pass obietta che è ipocrita questa chiusura quando si corre il rischio di infettarsi prendendo una metropolitana dove si sale senza alcun controllo. Due terzi degli italiani, secondo un sondaggio di ‘Porta a porta’, sono tuttavia favorevoli alle restrizioni ulteriori: chi si è vaccinato, superando anche personali perplessità, non accetta che la propria libertà...

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Chi si oppone al Super Green Pass obietta che è ipocrita questa chiusura quando si corre il rischio di infettarsi prendendo una metropolitana dove si sale senza alcun controllo. Due terzi degli italiani, secondo un sondaggio di ‘Porta a porta’, sono tuttavia favorevoli alle restrizioni ulteriori: chi si è vaccinato, superando anche personali perplessità, non accetta che la propria libertà (individuale e d’impresa) sia limitata da persone che non vogliono vaccinarsi. E allora la conclusione è semplice: siamo tutti d’accordo che nuove chiusure non sarebbero sopportate dagli italiani né economicamente, né psicologicamente dopo il costo enorme già pagato per la pandemia. Se allora vogliamo un Natale libero e sereno, se vogliamo garantire quella ripresa dei consumi di cui abbiamo disperato bisogno, dobbiamo stringere i bulloni. Chi ha paura del vaccino e chi lo rifiuta per ragioni ideologiche dovrà sacrificarsi per garantire la libertà della maggioranza degli italiani. Un imprenditore che conosco – contagiato dopo due dosi di vaccino – ha potuto dirigere tranquillamente la sua azienda da casa con collegamenti che lo hanno impegnato tutta la giornata. Se non fosse stato vaccinato, sarebbe in una terapia intensiva con esiti incerti e con un costo giornaliero di 2.800 euro.

Vorrei spendere le ultime righe per segnalare un problema che purtroppo non è tra quelli contemplati dal PNRR. Ho ospitato a ‘Porta a porta’ Leonardo Durante, un ingegnere che insegna all’istituto tecnico industriale ‘Enrico Fermi’ di Roma. Durante è stato premiato a Parigi tra i migliori insegnanti del mondo (Global Teacher Prize) per la didattica innovativa e la motivazione che sa dare ai suoi studenti. Ha inventato un robot che riconosce i rifiuti e li ricicla e un casco con le frecce di svolta. Guadagna 1.300 euro al mese. I suoi diplomati sono contesi in Europa. Vorrebbe che gli istituti tecnici si chiamassero Licei industriali per superare il complesso delle mamme che si vergognano di un livello scolastico ‘inferiore’. Gentile ministro Bianchi, può occuparsene per favore?