In tribunale Meghan Markle ha affondato la corazzata dei tabloid britannici, il gruppo Associated Newspapers che riunisce Mail e Mail on Sunday, vincendo anche in appello la battaglia legale per la difesa della sua privacy. E ha colto l’occasione per un contrattacco a largo raggio contro la stampa popolare e i suoi metodi spregiudicati spesso condannati dalle corti del Regno. La duchessa di Sussex ha salutato con entusiasmo una vittoria non solo per lei ma "per chiunque altro abbia mai avuto paura di difendere ciò che è giusto". "Ciò che conta di più è che ora siamo a livello collettivo più coraggiosi per rimodellare un’industria dei tabloid che condiziona le persone a essere crudeli e trae profitto dalle bugie e dal dolore che creano", si legge in un comunicato. Nel suo j’accuse sostiene di aver subito gli effetti di "inganni, intimidazioni e attacchi calcolati". Una condotta nuovamente censurata ieri dalla Corte d’appello: i giudici hanno infatti confermato la sentenza emessa lo scorso febbraio dall’Alta corte, che dava ragione su tutta la linea a Meghan nell’azione legale contro i tabloid.