2 apr 2022

"Hai figli o tatuaggi vistosi?". Aspiranti hostess in rivolta

Bufera su una compagnia aerea per la domanda nel questionario d’assunzione. I sindacati: è discriminazione. La replica: abbiamo 50 mamme tra le dipendenti

gianluca brambilla
Cronaca
Nella foto d’archivio, una hostess di una compagnia straniera al lavoro
Nella foto d’archivio, una hostess di una compagnia straniera al lavoro

Milano, 2 aprile 2022 - "Ha tatuaggi vistosi?". "Sa nuotare bene?". "Porta gli occhiali o le lenti a contatto?". Sono tante le condizioni che possono costituire un impedimento alla carriera da hostess o steward. Altre però non dovrebbero mai essere un ostacolo per l’assunzione. Una su tutte: avere figli. A scatenare l’ultima polemica è il questionario pubblicato sul sito web della compagnia aerea Neos Air, con sede a Somma Lombardo, in occasione della campagna di reclutamento iniziata nelle scorse settimane. Tra le domande sulla capacità natatoria e la presenza di eventuali piercing, ai candidati è stato chiesto di specificare l’eventuale esistenza di figli a carico. Secondo i sindacati, un fatto grave e dai chiari intenti discriminatori.

"Crediamo ci siano evidenti violazioni normative – attacca Luca Stanzione, segretario generale Filt Cgil Lombardia –. Neos vhchiede informazioni sulla vita personale. Un chiaro esempio di discriminazione che dimostra uno squilibrio di potere tra l’azienda e i candidati". Il sindacato ha segnalato il problema alla consigliera di parità della Regione Lombardia, Anna Maria Gandolfi. E non è escluso che si decida di procedere anche per le vie legali. "Al momento la questione è oggetto di valutazione interna – rivela Liviano Zocchi, segretario lombardo della Uil con delega al trasporto aereo –. Dopo esserci consultati decideremo se intraprendere iniziative legali per un discorso di pari opportunità e non discriminazione della famiglia". Il Codice delle pari opportunità, infatti, vieta "qualsiasi discriminazione per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione". Tra queste c’è anche il riferimento allo stato matrimoniale, di famiglia o di gravidanza dei candidati. Ed è proprio per questo che i sindacati insistono affinché l’azienda chiarisca la situazione. "Il principio che emerge dalla lettura del questionario è chiaro: o ti dedichi esclusivamente al lavoro oppure non sei il candidato giusto per noi – commenta Zocchi –. La domanda è inopportuna e la sua collocazione è ancora più infelice". Nei giorni scorsi, Neos ha cercato di calmare le acque, spiegando che la domanda sui figli non avrebbe alcun intento discriminatorio. A riprova di questo, l’azienda invita a considerare la composizione del suo organico, che conta al suo interno almeno una cinquantina di donne con figli. Per quanto riguarda la collocazione "sospetta" della domanda, Neos si è detta disponibile a spostare il quesito in un’altra sezione del questionario. Una decisione che non soddisfa certo i sindacati: "Il problema non è il posizionamento della domanda, ma la domanda stessa – chiarisce Stanzione –. La nostra richiesta è che si ripristini la norma e si intervenga immediatamente stralciando – e non spostando – il quesito. Ci sono aspetti della vita delle persone che semplicemente non devono interessare all’azienda nel momento dell’assunzione".

 

 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?