23 apr 2022

Giocattoli-bomba russi nelle stanze di bimbi ucraini

L’allarme del consigliere del ministro dell’Interno "Esplosivi dentro le bambole lasciate nelle case invase"

Una bambola imbottita di esplosivo, un pallone bucato per metterci dentro un candelotto con tanto di miccia, un ordigno artigianale al posto della batteria del telefono giocattolo. Insieme agli orrori delle fosse comuni e delle torture, i soldati russi in ritirata dalle città dell’Ucraina occidentale e settentrionale hanno lasciato anche nuovi strumenti di morte, dissimulati per colpire i soggetti più indifesi: i bambini. Una galleria delle crudeltà denunciata da Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno di Kiev, che su Telegram ha pubblicato una serie di foto rappresentative. "Gli occupanti – ha accusato – stanno ora agendo secondo un principio simile" a quello già applicato in passato, "lasciando dietro di sé ‘soprese mortali’ nelle case dei civili. Il cinismo dei razzisti è sorprendente. Gli occupanti sono ben consapevoli che il bambino, al suo ritorno a casa, raccoglierà prima di tutto il suo giocattolo". Nel suo messaggio, Gerashchenko elenca quindi le norme di comportamento da adottare in caso di ritrovamento di oggetti sospetti: prima di tutto, allontanarsi e avvisare eventuali passanti del pericolo, quindi avvertire le autorità, oltre a non usare telefoni cellulari nelle vicinanze, che potrebbero innescare l’esplosivo.

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