Un operaio al lavoro
Un operaio al lavoro
Per un bonus "salvato" anche per il 2022, sia pure maxi dal momento che copre fino al 110% delle spese sostenute per le ristrutturazioni "energetiche" degli edifici, ce ne sono almeno una ventina che a fine anno scadranno e, per i quali, si accettano scommesse: rinnovati o cancellati? Al ministero dell’Economia si sfoglia la margherita e, soprattutto, si fanno i conti. Il rifinanziamento del Superbonus al 110% costerà, infatti, molto di più del previsto, dal momento che l’incentivo sta viaggiando a pieno regime. E potrebbero farne le spese, giusto per restare nel settore dell’edilizia, gli altri "sconti" fiscali che scadranno fra poche settimane. Potrebbe...

Per un bonus "salvato" anche per il 2022, sia pure maxi dal momento che copre fino al 110% delle spese sostenute per le ristrutturazioni "energetiche" degli edifici, ce ne sono almeno una ventina che a fine anno scadranno e, per i quali, si accettano scommesse: rinnovati o cancellati? Al ministero dell’Economia si sfoglia la margherita e, soprattutto, si fanno i conti. Il rifinanziamento del Superbonus al 110% costerà, infatti, molto di più del previsto, dal momento che l’incentivo sta viaggiando a pieno regime. E potrebbero farne le spese, giusto per restare nel settore dell’edilizia, gli altri "sconti" fiscali che scadranno fra poche settimane.

Potrebbe essere cancellato, ad esempio, il bonus per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. A fine anno rischiamo di dire addio anche all’ecobonus (al 50 o al 65%) per i lavori di efficientamento degli immobili, un settore tra l’altro già presidiato dal super-incentivo del 110%. Stesso copione per chi ha intenzione di rifare la facciata degli edifici e ha messo gli occhi sulla detrazione del 90%.

Potremmo avere qualche problema in più anche per rimettere a nuovo i giardini che circondano le nostre case o il verde che abbellisce terrazzi e balconi: c’è tempo fino al 31 dicembre per la detrazione del 36%. nel dubbio, meglio affrettarsi. Riflettori puntati anche sulla famiglia. Negli ultimi anni i governi sono stati generosi nel sostenere le spese fatte all’interno delle mura domestiche. Ma dal 2022 dovremo sicuramente dire addio a tre incentivi importanti: il bonus bebè, quello per le mamme e quello per gli asili nido. Saranno tutti sostituiti dall’assegno unico per i figli.

Diremo quasi sicuramente rassegnarci a vivere senza il cashback, che per il momento è stato sospeso per finanziare altri interventi, come quello della riforma della cassa integrazione. Fortemente in bilico il bonus per l’acqua potabile: agevola i cittadini che installano impianti di depurazione per l’acqua riducendo, così, il consumo di plastica. Stesso discorso anche per l’incentivo (fino a mille euro) previsto per chi sostituisce le vecchie docce o rubinetti per risparmiare risorse idriche.

Potrebbero essere cancellate, con il nuovo anno, anche le agevolazioni previste per l’acquisto o l’installazione di zanzariere con schermatura solare (la detrazione era pari al 50%). È scaduta il 6 ottobre scorso, inoltre, la possibilità di presentare la domanda per il bonus-affitti: varato in piena era Covid, prevede un rimborso del 50% dell’ammontare complessivo dello sconto che l’affittuario concede all’inquilino, fino ad un massimo di 1.200 euro.

Non c’è una scadenza precisa, invece, per il bonus tv: fino a 100 euro per coloro che devono cambiare i vecchi apparecchi in vista del passaggio al nuovo sistema digitale. Scadrà quando finiranno le risorse, ma non è escluso un rifinanziamento. Tutt’altro discorso per i bonus destinati all’acquisto di Pc e tablet (dai 200 e i 500 euro per Isee compresi fra 20mila e 50mila euro) e per gli occhiali da vista (50 euro per contribuenti con Isee fino a 10mila euro). Per i più giovani c’è tempo fino a febbraio del 2022 per utilizzare il bonus-cultura (500 euro) di quest’anno, poi si vedrà. Addio anche ai bonus per le bici e i monopattini elettrici: le risorse sono finite. E, dopo le polemiche sulla pericolosità di questi mezzi, forse non è del tutto un male.