Fausto Filippone aggrappato al parapetto dell'A14 prima di suicidarsi (Ansa)
Fausto Filippone aggrappato al parapetto dell'A14 prima di suicidarsi (Ansa)

Francavilla al Mare (Chieti), 20 maggio 2018 - Ha ucciso la figlia lanciandola dal viadotto Alento dell'A14 in contrada Vallemerlo (Chieti) poi, dopo sei ore di trattative passate appeso allo stesso viadotto, si è suicidato gettandosi nel vuoto. E' finita nel peggiore dei modi la vicenda che per tutto il pomeriggio ha avuto come teatro il ponte dell'autostrada nei pressi di Francavilla al Mare.

Tutto comincia intorno alle 13.30 quando testimoni avvistano un uomo e una bambina (si scoprirà poi che ha 10 anni) scavalcare il parapetto. Lei vola giù. Invece lui, Fausto Filippone, 49 anni, dirigente della Brioni, dopo il folle gesto resta in bilico e minaccia di lasciarsi cadere. "Scusa scusa", ripete più di una volta mentre un mediatore delle forze dell'ordine cerca di dissuaderlo. Sul posto giungono anche i parenti per farlo desistere dai suo propositi suicidi. Tutto inutile. E mentre i vigili del fuoco provano a sistemare un gonfiabile sotto il viadotto dell'A14, Filippone urla: "Fermi, fermi, andatevene con quell'affare, non lo gonfiate". Sono le sue ultime parole, poi si lascia cadere morendo sul colpo. 

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Nulla da fare nemmeno per la ragazzina, anche lei morta sul colpo dopo essere precipitata da quell'altezza di circa 30 metri in un'area sottostante molto impervia. Per ore l'uomo aveva bloccato i soccorsi minacciando - appunto - di gettarsi se il corpo della bambina fosse stato toccato.

LA MOGLIE MORTA DOPO UN VOLO DAL BALCONE - La tragedia sarebbe collegata alla morte della moglie di Filippone, avvenuta oggi. La donna si chiamava Marina Angrilli, 52 anni, ed era insegnante di lettere al liceo scientifico 'Leonardo da Vinci' di Pescara. E' deceduta in ospedale per le gravi lesioni riportate in seguito alla caduta dal balcone. Gli inquirenti non escludono che Filippone possa avere avuto un ruolo anche in questo decesso, avvenuto in un appartamento di uno stabile di Chieti Scalo, di proprietà del manager ma di solito affittato agli studenti. Nessuno dei condomini - secondo le testimonianze raccolte finora dalla Polizia - avrebbe visto il corpo precipitare nel cortile retrostante, da un'altezza di circa dieci metri. Ma verso le 14, alcuni hanno sentito un urlo.

Circa due mesi fa Filippone aveva perso la madre. 

GLI ULTIMI ISTANTI AGGRAPPATO AL PONTE - E' rimasto aggrappato al cavalcavia sei ore Filippone, mentre i negoziatori tentavano di dissuaderlo. Poi l'ultima pazzia.  "Non farlo, ti aiutiamo!", gli hanno urlato i presenti fino all'ultimo, ma a quel punto lui aveva probabilmente realizzato cosa aveva fatto alla bambina. Continuava a chiedere perdono e a ringraziare i soccorritori, anche se non voleva che si avvicinassero al corpo della figlia. "Era deciso a farla finita", racconta chi era presente. Non ha voluto neppure parlare con la sorella, che lo ha raggiunto appena saputo. Si è limitato a guardarla da lontano. Poi  si è accorto che giù avevano predisposto il telone gonfiabile e che si stavano avvicinando e si è lanciato.