di Alessandro Belardetti È come condire la pizza Margherita con il ketchup e il cheddar. Quello che la traduttrice fiamminga Lies Lavrijsen ha fatto ha destato scalpore. La sua nuova traduzione, in Belgio e Olanda, della Divina Commedia di Dante Alighieri elimina ogni riferimento al profeta islamico Maometto, situato nell’Inferno. "Questa versione si rivolge a lettori più giovani e il cambiamento è pensato per non ferire inutilmente gli islamici". Nei Paesi Bassi la presenza musulmana equivale al 5% della popolazione, a fronte del...

di Alessandro Belardetti

È come condire la pizza Margherita con il ketchup e il cheddar. Quello che la traduttrice fiamminga Lies Lavrijsen ha fatto ha destato scalpore. La sua nuova traduzione, in Belgio e Olanda, della Divina Commedia di Dante Alighieri elimina ogni riferimento al profeta islamico Maometto, situato nell’Inferno. "Questa versione si rivolge a lettori più giovani e il cambiamento è pensato per non ferire inutilmente gli islamici". Nei Paesi Bassi la presenza musulmana equivale al 5% della popolazione, a fronte del 30% di cristiani di denominazioni differenti (i cattolici rappresentano il 24%; la Chiesa protestante, nella quale confluiscono luterani e calvinisti, è attorno al 6%). Ancora una volta, la sempre più invadente ’cancel culture’ – in questo caso censura in difesa della religione islamica – distrugge l’arte.

"In Dante, Maometto subisce un destino crudo e umiliante, solo perché è il precursore dell’Islam", spiega l’editrice Myrthe Spiteri di Blossom Books. Nella Divina Commedia Dante scende nei nove cerchi dell’Inferno e incontra molti peccatori, tra i quali il profeta Maometto nel canto XXVIII che, come "cristiano apostata", si dice abbia seminato discordia e viene orribilmente punito. Un passo problematico che da sempre ha fatto discutere. Il poeta toscano, considerando Maometto un eretico dalla vera fede cristiana, lo pose all’Inferno e gli riservò delle mutilazioni corporee che l’Islam considera un intollerabile oltraggio, specialmente se riguardanti il corpo del profeta. Nella versione di Lavrijsen il passaggio non è cancellato, ma ogni riferimento al profeta è anonimo.

Secondo Lavrijsen la visione di Maometto è oggi cambiata in modo tale che non corrisponde più al "messaggio contenuto nel libro". Travolto dalle polemiche sui social, l’editrice ha dichiarato che Lavrijsen ha tradotto e curato il testo letterario di Dante con grande rispetto, conoscenza e abilità. Decisivo nella decisione di eliminare il nome di Maometto è stato, secondo Spiteri, "il fatto che il passo non sia necessario per la comprensione del testo letterario". Le accuse di islamofobia a Dante non sono una novità. Già nel 2012 Gherush92, organizzazione di ricercatori consulente dell’Onu, aveva proposto di non farlo studiare nelle scuole proprio per il modo irrispettoso in cui trattava il fondatore dell’Islam. Persino il traduttore olandese del classico dantesco, Peter Vestegen, si è infuriato: "La Divina Commedia è un capolavoro sacrosanto, non si può tagliare così, perché diventa un adattamento, non più una traduzione". Mentre in Italia si festeggiano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, l’ultimo capitolo della Divina Commedia deve ancora essere scritto.