Caso Ferragni-Balocco, l’esperta: "Influencer spesso opachi. Non sanno gestire le crisi"

La professoressa Cosenza: su Instagram i primi soldi arrivano con 10mila follower

Bologna, 20 dicembre 2023 – “La gestione della crisi è un settore disciplinare, ma in Italia, come dimostra anche il caso Balocco-Ferragni, non viene praticata nel modo migliore". Secondo Giovanna Cosenza, allieva di Umberto Eco e professoressa di semiotica e comunicazione all’università di Bologna, ai Ferragnez la situazione è sfuggita un po’ di mano. Un problema comune a molti altri influencer e politici.

Chiara Ferragni e l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza
Chiara Ferragni e l'esperta di comunicazione Giovanna Cosenza

Cosa è andato storto?

"Ferragni ci ha messo tre giorni a spiegare come stavano le cose. Oltre al ritardo, inaccettabile in casi come il suo, non è stata nemmeno sufficientemente chiara. In questo caso, non c’è stato solo un errore di comunicazione. Quando si sbaglia, bisogna rispondere immediatamente. L’attesa, come dimostrato in decenni di studi, non fa altro che alimentare le polemiche. Poi, la prima volta che ha parlato, ha commesso un altro grave errore".

Cioè?

"Ha detto che avrebbe impugnato la sentenza, perché la riteneva ingiusta. Una frase che ha aggravato la sua posizione. Qualunque cosa che viene detta o fatta dopo, purtroppo, si colora di un’atmosfera di menzogna. Però, e questo va sottolineato, ha fatto meglio di molti altri".

In che senso?

"Dopo tre giorni ha ammesso gli errori. L’incapacità di chiedere scusa è molto diffusa in Italia nella comunicazione commerciale, d’impresa e politica. La tendenza, sbagliata, è lasciare che tutto cada nel silenzio. La premier Giorgia Meloni, ad esempio, fa sempre così. Oppure, come ha fatto Jovanotti per rispondere alle critiche degli ambientalisti per i suoi concerti in spiaggia, si pubblicano risposte aggressive".

Come ha fatto anche Fedez?

"Sì, la sua è stata una replica troppo nervosa. È in difficoltà da tempo, anche per motivi di salute, e non ha agito al meglio".

Cosa bisognerebbe fare in questi casi?

"Serve la più totale trasparenza. Non bastano le lacrime: bisogna mostrare i conti; far vedere come si sta riparando all’errore. Ferragni, che ha donato un milione di euro al Regina Margherita, ha detto che lo farà. Potrebbe essere un modo per recuperare, anche se il rischio che la crisi si allarghi non si può escludere. Tutto dipende da cosa succederà nelle prossime settimane".

I Ferragnez sui social mostrano spesso anche i loro piccoli figli. Perché lo fanno?

"Lo hanno sempre fatto, da questo punto di vista sono stati degli innovatori. Leone e Vittoria, di fatto sono due personaggi pubblici".

Ma quanti clic generano i bambini?

"Secondo gli studi, sono uno dei fattori più virali in assoluto. Un po’ come i cuccioli. Poi con il passare del tempo e l’evoluzione del web non basta più che i bambini sorridano per spopolare sul web: devono sempre fare qualcosa di nuovo".

Qual è la massa critica di utenti oltre la quale quello di influencer diventa un vero e proprio lavoro?

"Dai diecimila follower in su, almeno su Instagram, si comincia a vedere qualche soldo. Per avere uno stipendio normale servono decine di migliaia di persone che ti seguono, ma l’algoritmo della remunerazione cambia continuamente e non è semplice dare cifre precise".

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