A Milano una distesa di cartelle, palloncini e campanelle per manifestare contro la didattica a distanza. Il clou dell’iniziativa di ieri. in piazza Duomo
A Milano una distesa di cartelle, palloncini e campanelle per manifestare contro la didattica a distanza. Il clou dell’iniziativa di ieri. in piazza Duomo
di Chiara Pozzati ROMA La ’rivolta degli zaini’ non ha età e nemmeno confini. A scendere in piazza ieri contro la didattica a distanza (dad) genitori, studenti e insegnanti di elementari, medie e superiori. Una distesa di cartelle colorate, posate a terra davanti al Duomo di Milano, e il trillo di decine di campanelle per chiedere di tornare a scuola in presenza, il prima...

di Chiara Pozzati

ROMA

La ’rivolta degli zaini’ non ha età e nemmeno confini. A scendere in piazza ieri contro la didattica a distanza (dad) genitori, studenti e insegnanti di elementari, medie e superiori. Una distesa di cartelle colorate, posate a terra davanti al Duomo di Milano, e il trillo di decine di campanelle per chiedere di tornare a scuola in presenza, il prima possibile. Un colorato (e distanziato) corteo ha marciato fino a piazza Cavour, a Rimini, per ribadire la necessità di tornare in aula il prima possibile. Il mondo della scuola, mamme e papà e alunni di ogni età, si sono radunati in 35 città di tutta Italia, per partecipare alla manifestazione promossa dalla Rete Scuola in presenza per chiedere il rientro tra i banchi. In particolare a Roma la manifestazione si è andata in scena in piazza del Popolo, mentre a Trieste in piazza Unità . "Sono in aumento depressione e suicidi tra gli adolescenti, la dad discrimina e penalizza gli studenti" ecco il coro unanime di mamme e papà in protesta che hanno dato vita a numerosi comitati genitori. "Siamo stufi dell’inerzia delle istituzioni su questo tema ancora dopo un anno – ha spiegato Mario Pau, del comitato A Scuola – e vogliamo la garanzia immediata che a breve si torni alla didattica in presenza". In piazza ci sono le famiglie, mamme e papà che cercano ogni giorno di conciliare la didattica e distanza dei figli con i loro impegni di lavoro. "Quello che dobbiamo tutelare è la salute mentale dei ragazzi – ha spiegato Anna Acuti, mamma di due figli –. I ragazzi in dad sono isolati e alla loro età non va bene". Quello che molti genitori sostengono è che "la scuola non è una fonte di contagio - come ha spiegato Selma De Mitri, mamma di quattro ragazzi -. I miei figli piangono ogni giorno perché manca la vita sociale, uno di loro ha perso l’amore per lo studio che prima aveva, perché la dad è frustrante".