Giovedì 30 Maggio 2024
MATTEO MARCELLO
Cronaca

Inchiesta sulle tangenti. Oggi Toti dal giudice, ma resterà in silenzio. Faro dei pm sulla sanità

Alle 14 l’interrogatorio del governatore. L’avvocato: deve finire di studiare gli atti. La procura valuta di sentire come persona informata Bucci, sindaco di Genova.

Inchiesta sulle tangenti. Oggi Toti dal giudice, ma resterà in silenzio. Faro dei pm sulla sanità

Inchiesta sulle tangenti. Oggi Toti dal giudice, ma resterà in silenzio. Faro dei pm sulla sanità

Silenzi. E riflessioni. I primi, da contrapporre oggi pomeriggio alle domande del gip Paola Faggioni. Le seconde, più ampie, sul proprio futuro politico, incrinato da un’inchiesta che da giorni sta travolgendo la Liguria e che ogni ora si arricchisce di nuovi filoni, di indagati, e di richieste di dimissioni da parte dei partiti d’opposizione. É il giorno di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. Alle 14, al Palazzo di giustizia di Genova, l’interrogatorio di garanzia del ‘pres’, ai domiciliari per corruzione da martedì sera nella sua villa di Ameglia, nello Spezzino, nell’ambito dell’indagine della procura di Genova per corruzione e voto di scambio. Un incontro, quello col gip, dall’esito quasi scontato, almeno a sentire le parole del suo legale, Stefano Savi, che pur non anticipando apertamente la scelta sottolinea come "sembra abbastanza conseguente e logica nella misura in cui abbiamo un fascicolo enorme da approfondire e l’abbiamo nelle nostre mani solo da ieri. Prima di prendere posizioni o dare spiegazioni dobbiamo approfondire la lettura degli atti per capire su che cosa, dove e come fornire spiegazioni".

Insomma, più tempo per controbattere alle molteplici accuse mosse dai pm genovesi, ma anche per pensare al futuro. "Il presidente farà le sue valutazioni, da quello che mi dice naturalmente non possono prescindere anche da un confronto che potrà essere fatto con condizioni diverse da quelle attuali, con tutte le persone che con lui hanno lavorato fino a oggi e coi partiti che fanno parte della sua maggioranza" dice ancora il legale, che tuttavia fa capire come le dimissioni di Toti – ora sospeso – non siano ancora all’ordine del giorno, soprattutto in questo momento con il presidente ai domiciliari. Di certo, ora c’è la volontà di lottare per scacciare accuse pesantissime, come quella di aver ricevuto da Aldo Spinelli 74mila euro in contanti e varie promesse di finanziamenti. "Si è immerso anche lui nella lettura degli atti in modo da conoscerli, sta lavorando e si sta preparando. Umanamente è chiaro che queste sono cose che segnano, però l’ho trovato molto reattivo" dice Savi, che sui finanziamenti finiti nel mirino della procura sostiene che "non c’è stata nessuna anomalia nella spesa né a titolo personale né a nessun altro titolo. La tracciabilità dei denari è totale. Soldi che sono stati tutti spesi per necessità di tipo politico connesse all’attività del presidente e delle persone che lavoravano con lui o che avevano connessioni politiche con lui".

Ieri, l’avvio degli interrogatori di garanzia. Il primo, durato poco meno di mezz’ora, ha visto protagonista Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell’Autorità portuale di Genova oggi ad (sospeso) di Iren. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Signorini ritiene di poter fornire una serie di spiegazioni ma difficilmente lo si può fare in una situazione di carcerazione. La priorità ora è chiarire la misura cautelare, farlo uscire da Marassi. Ha confermato la disponibilità di parlare in un secondo momento" ha detto l’avvocato Enrico Scopesi. Domani sarà la volta dell’imprenditore Aldo Spinelli e del capo di gabinetto regionale Matteo Cozzani, quest’ultimo accusato di corruzione elettorale con l’aggravante mafiosa, e ritenuto il trait d’union tra l’inchiesta originaria, nata alla Spezia, e quella genovese deflagrata martedì.

Un affondo, quello dei pm, che va delineandosi, mettendo in luce un sistema di affari, politica e presunte mazzette che coinvolgerebbe non solo il porto genovese, ma anche il sistema dei rifiuti, le grandi opere e potrebbe anche sfiorare – non lo escludono gli investigatori – la sanità. Proprio su alcuni di questi temi – in primis le concessioni dei terminal portuali – gli inquirenti potrebbero sentire, come persona informata sui fatti, il sindaco di Genova Marco Bucci.