31 mar 2022

Draghi blinda la crisi: voto di fiducia Ma tratta sulla spesa per le armi

Oggi al Senato la conta. Il raggiungimento del 2% del Pil per la Difesa potrebbe slittare di quattro anni

antonella coppari
Cronaca
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, 74 anni
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, 74 anni
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, 74 anni

di Antonella Coppari La crisi si risolve di colpo. La soluzione è tanto fulminea e prevedibile da doversi chiedere se fosse davvero inevitabile la drammatizzazione di martedì sera e i venti di crisi che ancora ieri mattina erano addensati sulla maggioranza. A risolvere la situazione è un comunicato del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini nel pomeriggio: conferma l’intenzione di onorare gli accordi Nato del 2014 portando le spese militari al 2% del Pil, ma non nel 2024 – traducendo cioè letteralmente quell’"entro un decennio" del testo dell’Alleanza atlantica – bensì nel 2028 e "in relazione alla compatibilità finanziaria", come sottolinea la capogruppo Pd al Senato, Simona Malpezzi. Che chiosa: "È sbagliato dire che si sottraggono risorse ai cittadini". Poco dopo arriva il semaforo verde dei 5stelle e di Giuseppe Conte: "Bene così, è un passo verso la gradualità e la compatibilità che avevamo richiesto". Capitolo chiuso. Anche la disfida degli ordini del giorno sul decreto legge Ucraina, che minacciava addirittura la sopravvivenza del governo, evapora. Le commissioni Esteri e Difesa del Senato non fanno in tempo ad approvare il provvedimento, che arriva in aula senza relatore. Per il Pd, l’odg di Fd’I – accolto dal governo – che rilancia l’impegno all’aumento delle spese militari fino al 2% del Pil (identico a quello votato da tutte le forze alla Camera) resta "vincolante", per dirla con il senatore Marcucci. La collega grillina Paola Taverna è di parere opposto: "L’odg salta". Tant’è: l’esecutivo sceglie di mettere la fiducia rendendo impossibile la presentazione dell’odg in aula. I cinquestelle la voteranno, e non se ne parli più. Per ora. Se ne riparlerà, probabilmente,la settimana prossima con la presentazione del Def. Al governo stanno ancora ragionando se accompagnare al documento un testo che obblighi la maggioranza a sostenere l’incremento delle spese armate o rinviare tutto alla ...

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