di Daniele Masseglia Ne ha visti di casi anche complicati e li ha curati. L’occhio clinico sempre in azione in Italia e anche all’estero, eppure i titoli e l’esperienza si devono inchinare alla burocrazia. Sempre e comunque. Oltre 40 anni di esperienza da cardiochirurgo pediatrico. Una vita passata salvando vite. Ma per Bruno Murzi, classe ’52, sindaco di Forte dei Marmi dal 2017 e medico in pensione dal dicembre 2019, la voglia di rimettersi al servizio della comunità si è scontrata con norme, tempi, lezioni supplementari. Per il...

di Daniele Masseglia

Ne ha visti di casi anche complicati e li ha curati. L’occhio clinico sempre in azione in Italia e anche all’estero, eppure i titoli e l’esperienza si devono inchinare alla burocrazia. Sempre e comunque. Oltre 40 anni di esperienza da cardiochirurgo pediatrico. Una vita passata salvando vite. Ma per Bruno Murzi, classe ’52, sindaco di Forte dei Marmi dal 2017 e medico in pensione dal dicembre 2019, la voglia di rimettersi al servizio della comunità si è scontrata con norme, tempi, lezioni supplementari. Per il suo ritorno in campo, fissato per martedì quando inizierà a vaccinare, ci sono voluti ben tre mesi di attesa con tanto di intervista via Skype e un corso ad hoc.

Come sono andate le cose?

"A metà dicembre l’ex commissario Arcuri fece una sorta di ’chiamata alle armi’ e decisi di aderire. La cosa assurda è che l’Asl Toscana Nord Ovest il 1° febbraio ha fatto un bando per medici vaccinatori, che grosso modo dice le stesse cose di quello del 16 dicembre, quando l’Italia fu divisa in settori affidati a cinque ditte interinali incaricate di selezionare 26mila sanitari".

Al di là dei costi esorbitanti, visto l’appalto da 25 milioni che si sono aggiudicate le aziende, non era più semplice affidare tutto alle Asl?

"Certamente: sarebbe stato più logico se il processo fosse avvenuto dentro l’Asl, che mi conosce bene avendoci lavorato una vita. Se era necessario avere medici a disposizione avrebbero dovuto fare tutto più velocemente".

Quale iter ha dovuto seguire?

"Mi hanno contattato a fine gennaio, poi c’è stata un’intervista via Skype su chi sono e perché lo facevo. Infine hanno chiesto una serie di documentazioni. Il corso è terminato il 26 febbraio e il contratto è diventato valido dal 1° marzo, con scadenza a novembre, ma solo il 15 abbiamo cominciato a parlare di turni di lavoro: forse il ritardo è dovuto alla mancanza di vaccini".

Perché ha scelto di lavorare fuori da Forte dei Marmi?

"Per evitare discorsi legati alla mia carica da sindaco, perché non si dica che voglio vaccinare solo i miei concittadini. Quando si è sovraesposti è bene evitare potenziali polemiche. Non lo faccio di certo per soldi, visto che lavorerò 19 ore la settimana con un compenso di 27 euro lordi l’ora".

Zona rossa in tutta la Toscana. Giusto?

"Sì, ma andava fatto prima. L’ospedale Versilia è in difficoltà. Con la zona arancione non si riparte: i drammi economici rimangono invariati, c’è poca differenza con la rossa. Per ripartire servono vaccinazioni a tappeto. Penso che ce la faremo: tra i medici il contagio è crollato dell’85% e nelle rsa non se ne sente più parlare. Pertanto da ora fino a quando saremo tutti vaccinati bisogna continuare con la zona rossa".