Milano, 5 dicembre 2019 - Nativi digitali con lo smartphone in culla? Se non è vero, poco ci manca: un italiano su quattro fra i 18 e 34 anni ha maneggiato, infatti, il suo primo telefonino quando aveva appena 5-10 anni. Lo dice "Gli italiani e lo smartphone", indagine di italiani.coop su un campione di mille utenti, secondo cui l’età del primo cellulare personale è scesa in massa a 11-15 anni (per il 58% dei 18-34enni di oggi), mentre la generazione precedente iniziava a "smanettare" più tardi, a 16-20 (il 59% dei 30-40enni).

E il fenomeno non è esente da rischi: uno su 4 dichiara di essere stato vittima di stalking telefonico: 18-34enni (il 36%), donne (32%) e residenti al Sud (32%) i soggetti più a rischio. "Totemico, entusiasta e totalizzante: è il rapporto con lo smartphone – dice Albino Russo, direttore di Ance Coop –. Il profilo tipico resta un po’ mammone, per un uso affettivo familiare e con il partner, in una cerchia di 5-10 contatti e una media d’uso di 5.40 ore al giorno". Ci sono poi gli smartholic (l’11% degli utenti con sei ore d’uso) e gli orsi che contattano meno di 5 persone al giorno (il 27%). In media usiamo lo smartphone 5 ore al giorno e 4 su 10 (il 37%) se me priverebbero a stento per massimo due ore.

La vita media del telefonino è di 2 anni e 8 mesi, per i giovani il turnover scende a 2 anni e 3 mesi. Non si bada al costo: quasi un utente su due (il 47%) prevede di spendere per il prossimo modello più di quanto non sia costato quello in possesso. L’uso? Intensissimo: un su 10 trascorre circa 10 ore o più al cellulare, al Sud la media è di 5.40 ore, più bassa al Centro (4.40) e al Nord (5.20). La prima telefonata del giorno è a mamma e papà (24%,) la più bella di sempre è quella del partner (39%) e l’ultima della vita sarebbe ai genitori per il 26%.

Cresce la voglia di 5G: il 96% si immagina di usarlo fra 10 anni. Qui si innesta l’investimento da 60 milioni annunciato ieri a Milano da CoopVoce che diventa operatore telefonico interamente virtuale e si lancia nel mercato dati. La compagnia, 86 milioni di fatturato, accederà ancora alla rete Tim per il 5G, ma da gennaio emetterà le proprie "sim evolution", gestirà direttamente server, database clienti e nodi di interfaccia GGSN per la gestione del traffico dati. Ciò permetterà di offrire servizi e piani dati in maggiore autonomia. Da febbraio al via la sostituzione di 1,5 milioni di sim in uso, presso i 900 punti vendita nazionali.