Deborah Sciacquatori (Ansa/Facebook)
Deborah Sciacquatori (Ansa/Facebook)

Monterotondo (Roma), 21 maggio 2019 - Torna in stato di libertà Deborah Sciacquatori, la 19enne finita ai domiciliari per la morte del padre, Lorenzo Sciacquatori, che la ragazza ha colpito con un coltello nel corso di una lite. Al momento Deborah è indagata per eccesso colposo di legittima difesa, ma non è escluso che, nelle prossime due settimane, la procura chieda al gip l'archiviazione del caso. Perché, spiega il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto, "ha agito per difendersi" e per difendere i familiari dall'ennesima violenza del papà, pugile di 41 anni. Secondo il magistrato, che ha firmato il decreto di riammissione in libertà, i fatti vanno contestualizzati "nel più ampio quadro di maltrattamenti subiti da anni dalla giovane arrestata, dalla madre e dalla nonna paterna". Decadono così le esigenze di custodia cautelare, soprattutto quelle relative al pericolo di reiterazione del reato, "essendosi trattato di un episodio chiaramente è determinato da un contesto familiare difficilmente replicabile". 

"Papà fermati"

Intanto emergono dettagli sui momenti concitati della colluttazione, degenerata in tragedia. Prima di colpirlo Deborah avrebbe implorato il padre di fermare le violenze. "Papà fermati, non fare più niente", sono le parole pronunciate dalla giovane, confermate alla procura da alcuni testimoni. Parole che sull'uomo di 41 anni non avrebbero avuto effetto.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI - Ecco la ricostruzione della procura. Quella notte alle 4.50 Lorenzo Sciacquatori torna a casa, in via Aldo Moro a Monterotondo, ubriaco, e sfonda la porta a calci. Quindi prende a botte la compagna per costringerla a uscire e comprargli da bere. Iniziano le abituali aggressioni, nel palazzo si sentono le 'solite' urla provenire dall'appartmento. In casa ci sono anche Deborah e la nonna: l'uomo se la prende anche con loro. Le tre donne riescono a scappare fuori dall'appartamento, ma Lorenzo le raggiunge, strattona la madre per farla rientrare poi afferra la compagna, cingendole il braccio intorno al collo. 

Deborah cerca di difendere la mamma e la nonna, alla fine impugna il coltello preso da una collezione del nonno, e lo colpisce. 

"Papà non mi lasciare, ti voglio bene"

Sempre stando alla ricostruzione degli inquirenti, dopo il gesto la ragazza avrebbe gridato al padre altre frasi disperate. "Non mi lasciare, ti voglio bene". Quindi sarebbe corsa a prendere dei prodotti surgelati da mettere sotto la testa dell'uomo nel tentativo di fermare l'emorragia. 

"Non possiamo colpevolizzare Deborah per non aver denunciato prima e neanche sua madre, forse siamo responsabili anche noi, le istituzioni che non sono riuscite a riscuotere la fiducia necessaria", ha detto il procuratore di Tivoli. In realtà una denuncia c'era stata: quella di Antonietta, mamma di Deborah, nel 2014, in seguito alla quale Sciacquatori,  era stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti. "L'unica cosa per la quale dico grazie a mio padre è per avermi trasmesso la passione per il pugilato", dirà poi Deborah agli inquirenti. Tutto il resto non era amore. 

image

Matteo Salvini: "Non merita di finire in carcere"

Sulla vicenda dice la sua anche il ministro dell'Interno: "Un abbraccio forte a Deborah, che ha lottato per difendere la mamma e la nonna e secondo me non merita di finire in carcere", twitta Matteo Salvini.