di Giovanni Bogani   Morire a quarantaquattro anni, quando ancora puoi fare tutto. Specialmente se sei un’anima ribelle, e uno dei più talentuosi attori italiani. Libero De Rienzo è stato trovato senza vita nel suo appartamento di Roma, alle 20 di giovedì 15 luglio, da un amico che non aveva sue notizie da qualche giorno. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della stazione Madonna del Riposo, la zona di Roma in cui abitava. Il corpo non presentava alcun segno di violenza. L’attore e regista non soffriva di particolari patologie. Si è parlato, nelle prime ore, di una morte per cause naturali, in seguito a un arresto cardiaco. Ma nel corso del pomeriggio...

di Giovanni Bogani

 

Morire a quarantaquattro anni, quando ancora puoi fare tutto. Specialmente se sei un’anima ribelle, e uno dei più talentuosi attori italiani. Libero De Rienzo è stato trovato senza vita nel suo appartamento di Roma, alle 20 di giovedì 15 luglio, da un amico che non aveva sue notizie da qualche giorno. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della stazione Madonna del Riposo, la zona di Roma in cui abitava. Il corpo non presentava alcun segno di violenza. L’attore e regista non soffriva di particolari patologie.

Si è parlato, nelle prime ore, di una morte per cause naturali, in seguito a un arresto cardiaco. Ma nel corso del pomeriggio di ieri si è appreso che la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla sua morte. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Francesco Minisci: i magistrati indagherebbero per il reato di "morte come conseguenza di altro reato". L’ipotesi investigativa, tutta da verificare, è legata al consumo di sostanze stupefacenti. All’interno dell’abitazione, tuttavia, non sarebbero state trovate tracce di droghe. L’autopsia, a questo punto inevitabile, sarà effettuata dagli esperti del Policlinico Gemelli di Roma.

Libero De Rienzo, indagini su causa della morte e polvere bianca trovata in casa

È una notizia che scuote. È morto un bravo attore di soli 44 anni. Aveva interpretato il giornalista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra, in Fortapàsc di Marco Risi, aveva vinto il David di Donatello per Santa Maradona, e faceva parte degli scienziati-criminali della saga Smetto quando voglio. Quel che è certo, e che pesa come un macigno, è la perdita di un attore ironico, intelligente, malinconico. Che lascia la moglie, la costumista Marcella Mosca, e due figli, rispettivamente di sei e due anni. Lascia anche il padre Fiore, ex partigiano, per anni inviato speciale di "Chi l’ha visto?".

Libero De Rienzo era nato a Napoli, il 24 febbraio 1977. Per la sua interpretazione al fianco di Stefano Accorsi in Santa Maradona aveva ricevuto, nel 2002, il David come miglior attore non protagonista. Memorabile la sua interpretazione, vibrante di entusiasmo, in Fortapàsc, scritto da Andrea Purgatori e diretto da Marco Risi, in cui disegnava la figura di un giornalista: Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985. Recentemente, aveva interpretato la saga di Smetto quando voglio, in cui era il dissoluto "ragioniere" del gruppo. L’ultimo suo film è Fortuna di Nicolangelo Gelormini, ispirato alla vicenda di Fortuna Loffredo, la piccola scaraventata dall’ottavo piano di un edificio a Caivano, vicino Napoli. In tv era stato protagonista di Più leggero non basta di Elisabetta Lodoli e di Nassirya, per non dimenticare di Michele Soavi.

Moltissimi i messaggi pieni di dolore, affetto, sconcerto. Edoardo Leo scrive "Quante risate Picchio" (Picchio era il suo soprannome) "Quanto mi hai fatto ridere. Nel dolore voglio pensare solo a questo". Paolo Siani, parlamentare, fratello di Giancarlo: "Volevo bene a Picchio, era un ragazzo buono, un antidivo. E lui ha voluto bene a Giancarlo, ha messo l’anima nel film. Chissà ora che cosa si diranno lassù". "Perdiamo un giovane talento, un protagonista del cinema italiano", scrive il ministro della cultura Dario Franceschini. Twitta Roberto Saviano: "Il tuo modo di attraversare la vita era bello. E ora come si fa?". Già. Dopo i funerali, la salma sarà inumata in Irpinia, accanto a quella della madre.