Mercoledì 29 Maggio 2024
EMILY POMPONI
Cronaca

Una tragedia familiare. Operaio perde la vita in fabbrica. Anche il padre morì sul lavoro

Brindisi, il braccio dell’uomo di 46 anni è stato tranciato dall’impianto. Poi l’emorragia fatale. Nove anni fa il suo papà era rimasto ucciso dopo essere caduto da un albero che stava potando.

Una tragedia familiare. Operaio perde la vita in fabbrica. Anche il padre morì sul lavoro

Una tragedia familiare. Operaio perde la vita in fabbrica. Anche il padre morì sul lavoro

Un uomo esce di casa la mattina di un mercoledì di febbraio per andare a lavoro. È il 2015. Il tempo di un’ultima battuta tra colleghi, e il 65enne poco dopo muore cadendo da un albero che stava potando. Dopo nove anni, il figlio si reca una notte in fabbrica e perde la vita mentre un nastro trasportatore gli trancia un braccio. Anche Vincenzo Valente – l’operaio 46enne morto l’altra notte nello zuccherificio di Latiano mentre manuteneva gli impianti – come suo padre Cosimo, è morto sul lavoro. Un cerchio familiare funesto ma che getta benzina sul caldo tema della sicurezza sul lavoro, sebbene le cause dell’incidente siano ancora da chiarire.

LA DINAMICA

Da quanto si apprende, l’uomo era impegnato per conto di una ditta appaltatrice esterna in alcune attività di manutenzione sul nastro trasportatore che collega lo stabilimento al porto industriale di Costa Morena Est. Verso mezzanotte e mezza, per cause ancora da chiarire, il nastro 6 – che si trova a 10 metri di altezza – gli avrebbe tranciato di netto un braccio, provocandogli l’emorragia fatale. Inutili i tentativi dei medici di rianimarlo. Ora spetta alla procura di Brindisi, che ha disposto il sequestro preventivo del nastro 6 e aperto un’inchiesta, chiarire l’accaduto insieme alla polizia e ai tecnici dello Spesal dell’Asl locale, che hanno acquisito le testimonianze degli altri operai in turno stanotte con la vittima.

UNA STRAGE SENZA FINE

Nei primi due mesi del 2024 sono state 119 le persone che hanno perso la vita sul lavoro, ben 19 vittime in più rispetto allo scorso anno, nello stesso periodo. Il bilancio è pesantissimo. E mentre ancora risuona il crollo del cantiere Esselunga di Firenze la strage – dove hanno perso la vita cinque operai –, il rapporto Inail parla di un incremento del 24,7% al 29 febbraio; un numero che, qualora continuasse a crescere, porterebbe a risultati catastrofici. Da gennaio a oggi, solo in Puglia sono già quattro le morti sul lavoro: Giuseppe Petraglia, il 40enne brindisino deceduto dopo un volo di 10 metri dal tetto di un capannone della zona industriale, lo scorso 1 marzo; Gianfranco Conte, travolto il 13 marzo da un macchinario nello stabilimento Jindal Films di Brindisi a soli 37 anni; Corrado Buttiglione, il 59enne travolto il 30 aprile dal muletto che stava manovrando in un’azienda a Gioia del Colle, nel Barese. E poi l’ultima tragedia avvenuta stanotte nella piccola comunità di Latiano, dove il sindaco Mino Maiorano ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Vincenzo Valente. E alla vigilia della tre giorni di sciopero – 4, 5 e 6 maggio –, il primo cittadino si accoda alle richieste dei sindacati in tema sicurezza sui luoghi di lavoro. "Ora è il momento della riflessione e del silenzio ma – commenta Maiorano – non posso esimermi dal denunciare l’urgenza di porre un argine al dramma dei morti sul lavoro che fa registrare oltre mille vittime e oltre 500mila incidenti ogni anno".

CHI RISCHIA DI PIÙ

La fotografia scattata da Inail è nitida: il maggior numero di vittime sul lavoro si registra nei cantieri edili, seguito da trasporti e magazzinaggio, dal commercio e dalle attività manifatturiere. Anche il dato anagrafico conta: la fascia più colpita dagli incidenti mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni. Infine, non bisogna trascurare la provenienza del lavoratore. Gli stranieri morti nel mese di febbraio sono 21 su un totale di 91, registrando 8,8 morti ogni milione di occupati, contro i 3,3 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro.

LE CRITICITÀ

Sui soliti temi si gravita ormai da anni: stop a contratti, subappalti a cascata e aumento degli ispettori del lavoro. Ma nel frattempo, nella giungla degli appalti, tra contratti irregolari e logiche del profitto, le tragedie sul lavoro si moltiplicano. Incontro ai lavoratori, però, interviene il Piano nazionale di ripresa e resilienza: dal primo ottobre di quest’anno, infatti, assisteremo all’introduzione della patente a punti per la sicurezza sul lavoro. Una piccola luce in un tema ancora troppo oscuro.