9 apr 2022

Dare del bimbominkia a qualcuno sul web? Diffamazione aggravata

Un’offesa sul web equivale alla diffamazione mezzo stampa. Definire, ad esempio, qualcuno online “bimbominkia” – epiteto che definisce una persona con un quoziente intellettivo sotto la media – è un reato che va punito. Lo afferma una sentenza della Cassazione. Se l’insulto viene usato in un gruppo Facebook con oltre duemila iscritti scatta il reato di diffamazione aggravata. La sentenza si riferisce a una causa intentata dall’ambientalista Rizzi, così appellato su Facebook da un’amica dell’ex presidente del consiglio regionale del Trentino, Diego Moltrer.

Rizzi era stato definito un “bimbominkia” in un gruppo di Facebook che conta 2297 iscritti, a causa dei suoi insulti al presidente del Consiglio regionale del Trentino. L’uso dell’epiteto – ha ritenuto la Suprema corte, non è coperto dal diritto di critica – perché si colloca al di là del requisito della continenza richiesto per applicare la scriminante. Secondo Wikipedia, il termine "indica un utente, spesso adolescente, di scarsa cultura e capacità linguistica. Si esprime con un linguaggio basato su errori sintattici e grammaticali, colmo di anglicismi spiccioli, frasi abbreviate da acronimi e decorate da emoticon e altri simboli virtuali".

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