Coronavirus, sta davvero perdendo forza?
Coronavirus, sta davvero perdendo forza?

Roma, 7 maggio 2020 - "Questo Coronavirus perde forza. Sono state individuate mutazioni transienti, polimorfismi. Insomma, ha preso una bella bacchettata". Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, scruta l’andamento della malattia come un astrofisico punta i corpi celesti.

Calano i contagi, ma abbiamo tuttora persone che entrano in ospedale con sintomi respiratori da Covid, altri risultano positivi al tampone.
"Perché il virus circola ancora, ma sempre meno, ed è per questo che dobbiamo continuare a stare attenti. Ma è pure vero che l’intruso perde carica virale, replica di meno, si può dire che fa meno figli. Lo si desume dagli accessi in terapia intensiva, dal minor numero di decessi dovuti alle infezioni pregresse. Io studio questi cambiamenti sotto la lente dei modelli matematici".

Che peso hanno avuto le misure adottate?
"Distanziamento e igiene sono fondamentali. La popolazione deve continuare a indossare le mascherine, a prendere precauzioni. Ma ci sono altre variabili in gioco. L’efficacia dovuta alle terapie incide tantissimo. C’è poi un calo di vigore del virus, che gli fa perdere quella potenza legata alla contagiosità, e probabilmente alla letalità".

Eminenti infettivologi fino a pochi giorni fa dicevano che il virus resta sempre quello, casomai è l’epidemia ad affievolirsi.
"Ma adesso ci sono segnali precisi che il Coronavirus perde forza".

Quindi si può dire che la Covid è meno cattiva?
"Questo virus è sempre cattivo, capace di uccidere come prima, però sta continuando a mutare, cambiano le percentuali di polimerasi. Evolve perdendo qualcosa per strada. Capisco che sono meccanismi difficili da comprendere, ci sono cose ancora da approfondire".

Lei ha un filo diretto con Robert Gallo e Davide Zella negli Stati Uniti. Di questo virus Sars-Cov-2 cosa vedete?
"L’evoluzione nel tempo, mutazioni come puntini che appaiono e scompaiono nelle sequenze del genoma, fino a ricavare una sorta di albero filogenetico. E non basta. Le osservazioni devono essere statisticamente significative. Un indicatore è il valore R0 (si legge R con zero, ndr) che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Io spero che continui a scendere fino a 0,05 in pratica che si esaurisca presto l’epidemia".

Ieri si è tenuta l’audizione degli esperti in Commissione Igiene e Sanità del Senato, da dove siete partiti?
"Dal fatto che in Italia abbiamo avuto due eventi epidemici distinti, a due settimane di distanza: uno con ceppi virali che dalla Cina, attraverso l’Europa, sono andati nel centro Italia. E un ceppo tedesco che è andato a infettare la Lombardia e il Nord Italia".

Da Roma in giù è andata meglio.
"Forse il Centro-Sud è stato risparmiato grazie a quella coppia di cinesi ricoverati alla Spallanzani, che è arrivata nella Capitale il 31 gennaio, ben prima di Codogno. Questo ha fatto sì che fossimo più preparati a quello che sarebbe poi avvenuto con il lockdown".

Ora che il Coronavirus perde terreno possiamo rilassarci?
"Niente affatto. Camminando fuori ieri e oggi ho colto dei comportamenti distratti. La gente purtroppo ricomincia ad aggregarsi. Io dico: tranquilli in famiglia. Ma tra amici e fidanzati, piano con le confidenze. In questo momento le terapie funzionano, il virus perde colpi, stiamo vincendo, ma è presto per abbassare la guardia".

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