Roma, 11 gennaio 2017 - Un Eldorado per pochi. Guadagnare su YouTube in Italia non è così facile come sembra. E anche chi riesce a scalare le classifiche di gradimento, soprattutto dopo che la piattaforma di condivisione video ha cambiato le regole della monetizzazione dei filmati, non porta a casa le cifre astronomiche dei colleghi Usa. Il primo scoglio, ovviamente, è quello della lingua. Le webstar americane, grazie alla diffusione dell’inglese, possono contare su un pubblico globale. Le stelle italiane della Rete, per forza di cose, hanno una platea più ristretta. Per capirsi, lo youtuber più pagato del mondo secondo Forbes, Daniel Middleton (in arte DanTdm), ha 17,1 milioni di iscritti al suo canale. L’equivalente tricolore, Lorenzo Ostuni (meglio conosciuto come FaviJ), si ferma a 4,2 milioni. Questo si ripercuote, oltre che sul numero di visualizzazioni, anche sulle eventuali sponsorizzazioni, visto che i marchi ovviamente preferiscono le webstar che raggiungono più persone.

Ma come si guadagna su YouTube? La piattaforma consente di monetizzare i contenuti una volta superate le 10mila visualizzazioni sul proprio canale. Raggiunto questo traguardo, gli youtuber possono cominciare a incassare soldi dalle pubblicità che Google (proprietaria del sito) decide di piazzare sui loro video. Nell’ultimo anno sono cambiati i criteri per mettere a profitto i video, dopo che diversi inserzionisti si sono lamentati di essere finiti su clip dal contenuto equivoco.

YouTube ha tagliato la testa al toro e ha deciso di rendere non monetizzabili tutti i filmati che presentavano profili di problematicità. L’effetto è stato devastante e moltissime webstar si sono rivolte direttamente ai propri spettatori, chiedendo di donare loro dei soldi per coprire i mancati introiti. In ogni caso, i guadagni – quando sono possibili – dipendono da molte variabili: il tipo di pubblicità (video o banner), per quanto tempo gli utenti guardano lo spot, il tipo di pubblico, quanti cliccano per saperne di più etc...

Non sono solo le visualizzazioni (il numero di volte che una clip viene guardata) a incrementare il bottino. «Per esperienza personale – racconta Alessandro Masala sul canale BreakingItaly – ci sono video che mi hanno fruttato il doppio rispetto ad altri, pur avendo ottenuto la metà delle visite».

È per questo che le stime basate unicamente sul numero di visualizzazioni, per capire quanto possa guadagnare uno youtuber, lasciano il tempo che trovano. «Anche l’autorevole Forbes – prosegue Masala – è stato criticato per come fa i calcoli, pur avendo intervistato esperti e avendo incrociato diverse fonti». Per elaborare la classifica dei paperoni italiani, abbiamo riparametrato la forbice dei profitti di Socialblade.com, sito che calcola quanto guadagnano gli YouTuber, confrontandola coi guadagni reali di alcuni canali. E così il videogiocatore FaviJ – che ha al suo attivo anche un album di figurine, un flop cinematografico e libri che hanno fatto registrare ottime vendite – solo da YouTube dovrebbe incassare tra i 150 e i 200mila euro lordi.

Il segreto del successo? Per farvi un’idea di cosa piaccia al suo pubblico, tuffatevi in «Mai gonfiare un preservativo!!», evidente colonna del pensiero filosofico occidentale già dal titolo. Nel filmato, visualizzato oltre 3,3 milioni di volte, lo youtuber su invito di un fan soffia in un condom fino a farlo scoppiare. Dopo aver assistito alla sbalorditiva performance, un’ammiratrice in estasi lascia un commento pieno di speranza: «La prossima volta ti puoi fare la pipì addosso?». E mentre lui ci pensa, Google – forse – sgancia.