Clima, l’Ue punta al taglio delle emissioni di gas serra del 90% entro il 2040

Il testo, ancora suscettibile di modifiche, riafferma l’impegno di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Intanto l’Europa nel 2023 ha raggiunto il livello minimo di emissioni dagli anni ‘70

L'Ue punta a tagliare le emissioni del 90% entro il 2040 (Ansa)
L'Ue punta a tagliare le emissioni del 90% entro il 2040 (Ansa)

Roma, 27 gennaio 2024 – Ridurre le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. E’ questo l’obiettivo della Commissione Europea, che lo scrive nero su bianco in una bozza di testo che sarà svelato il prossimo 6 febbraio. Lo riporta l’Ansa che ha preso visione del documento. Il testo, ancora suscettibile di modifiche, riafferma l’impegno di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il target del 90%, definito dalla Commissione “l’opzione preferita” nella valutazione d’impatto, è in linea con le raccomandazioni del comitato consultivo scientifico dell’Ue. 

In termini di emissioni di anidride carbonica, nel 2023 l’Unione Europea ha toccato il livello minimo dagli anni Sessanta, grazie a un mix energetico più pulito. I 27 Paesi membri hanno infatti prodotto l’8% di CO2  legata ai combustibili fossili in meno rispetto al 2022. E’ quanto emerge da una ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air). I progressi dell'Ue in termini climatici hanno subito un'accelerazione notevole nell'anno appena trascorso, inferiore soltanto a quella registrata nel 2020, a seguito della pandemia.

Il calo è dovuto per il 56% all'utilizzo di fonti di energia meno impattanti, in particolare il nucleare e le rinnovabili. L'aumento della capacità eolica e solare installata, oltre alla ripresa dell'idroelettrico, dopo il periodo prolungato di siccità che ha afflitto l'Europa nel 2022, è stato determinante, secondo Crea. 

L'Unione Europea nel 2023 è riuscita a tagliare del 25% anche le emissioni legate alla produzione di energia elettrica, oltre a quelle derivanti dal suo consumo. Mentre gli altri settori hanno avuto un regresso del 4%. Mentre la quantità di CO2 proveniente dall'estrazione del carbone è stata dimezzata rispetto ai livelli del 2015 e ha registrato un calo di un quarto su base annua.

Sono scese dell’11% invece le emissioni per il gas, mentre quelle per il petrolio, registrate soprattutto durante il trasporto, hanno registrato una variazione del 2%. In generale, il clima mite e le condizioni meteorologiche favorevoli del 2023, hanno spinto al ribasso la domanda di energia dell'8%. In aggiunta, i gas serra provenienti dal trasporto, stoccaggio e utilizzo industriale dell'elettricità sono crollate del 36%. "La riduzione della dipendenza da combustibili fossili, resa possibile da ulteriori investimenti nelle rinnovabili, ridurrà la dipendenza dell'Ue da Stati come la Russia, i cui guadagni derivanti dall'esportazione di petrolio e gas – conclude il report – sono utilizzati per alimentare la guerra in Ucraina”.