Mercoledì 19 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Cinghiali in città, quanti sono. E perché quando aggrediscono spesso c’è di mezzo un cane?

Cinque domande a Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell’Ispra. Cosa prevede il decreto interministeriale in arrivo

Roma, 6 giugno 2023 - Per l’Ispra in tutta Italia i cinghiali hanno superato il milione e mezzo. E sono diventati ormai un problema di sicurezza nelle città, non solo per gli incidenti stradali ma anche per le aggressioni, l’ultima ieri a Genova. Anche se non esiste una statistica dei casi, il capoluogo ligure sicuramente è tra le città con la presenza più sostenuta di questi ungulati (anche se Roma resta al top).

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Abbiamo rivolto 5 domande a Piero Genovesi, responsabile fauna selvatica dell’Ispra. Che premette: “Nell’ultima relazione di febbraio diamo una stima sul numero. Considerato che in Italia si abbattono circa 300.000 cinghiali all’anno, 1 milione e mezzo ci sembra più credibile di altri scenari che parlano di oltre 2 milioni di animali”.

Cinghiali in Italia: per Ispra superano il milione e mezzo di capi
Cinghiali in Italia: per Ispra superano il milione e mezzo di capi

1. Cinghiali, che cosa sta accadendo?

“Il rischio di incidenti con le persone sta aumentando. Quello che abbiamo visto anche in altri paesi, ad esempio a Barcellona, è che se non si interviene la distanza di fuga si riduce sempre più, i cinghiali quindi hanno sempre meno paura dell’uomo".

2. Quali sono i piani in campo?

“I piani regionali di intervento urgente sulla peste suina sono tutti in scadenza a giugno, ci stanno arrivando le versioni aggiornate. Mentre il piano straordinario di controllo della fauna selvatica è stato presentato in conferenza Stato-Regioni dove è stato approvato, con qualche piccola correzione. Il ministero dell’Ambiente sta lavorando a un decreto interministeriale. Questo piano mette a disposizione delle Regioni molti più strumenti, ad esempio si potranno usare armi ad aria compressa”.

3. Qual è il ruolo di Regioni e sindaci?

“Il piano di controllo dei cinghiali è una materia regionale. Però poi i sindaci sono competenti per l’ordine e la sicurezza pubblica. Se ravvisano un pericolo, devono intervenire. A noi arrivano decine di ordinanze sindacali sui cinghiali”.

4. Perché spesso nelle aggressioni c’è di mezzo un cane?

“Perché il cane è percepito come fonte di disturbo da molte specie selvatiche. Infatti spesso nei parchi nazionali c’è l’obbligo di tenerlo al guinzaglio”.

5. Le conseguenze più pericolose di un’aggressione all’uomo?

“Il cinghiale ha un morso potente. Ma può utilizzare anche le difese, cioè le zanne. Quando attacca in questo modo, lo fa dal basso verso l’alto. Quindi il tipo di incidente abbastanza comune e pericoloso è quando colpisce la coscia dove c’è l’arteria femorale. In quel caso può provocare danni molto gravi. Parliamo di un animale massiccio, un esemplare maschio adulto può arrivare a pesare anche 150 chili".