Bambini musulmani a lezione in una scuola coranica in Pakistan (foto di repertorio)
Bambini musulmani a lezione in una scuola coranica in Pakistan (foto di repertorio)

Monza, 21 gennaio 2020 - "Papà, lì mi pestano, non voglio più andarci". "Ti urlano addosso se sbagli. E lo fanno anche con le femmine". Nel racconto impaurito di bimbi fra i 4 e i 10 anni c’è l’orrore di quello che per mesi hanno dovuto subire da chi, invece, avrebbe dovuto educarli, ossia due insegnanti senegalesi di 45 anni a cui i genitori affidavano i loro piccoli per lezioni di lingua araba e dei precetti religiosi del Corano. Ora quell’incubo è finito. Nei confronti dei due uomini – uno custode, l’altro magazziniere – i carabinieri di Monza hanno fatto scattare due provvedimenti cautelari: un insegnante è agli arresti domiciliari, l’altro ha l’obbligo di firma. A incastrarli, non soltanto i racconti dei bambini, ma anche i filmati delle telecamere che i carabinieri hanno nascosto all’interno della sede dell’associazione culturale islamica 'Norou Dareyni Touba' di Monza. È lì che avvenivano le lezioni, alla domenica. Ed è lì che i piccoli subivano i maltrattamenti. Una decina in tutto le vittime. 
A far scattare le indagini, una segnalazione arrivata dal Servizio tutela minori di Seregno, in Brianza, attivato a sua volta dall’insegnante diurna di una delle vittime. A scuola ha notato lividi sul corpo e ha segnalato il timore che l’alunno potesse essere maltrattato in famiglia. La realtà, invece, ha raccontato tutt’altro. I sospetti dei genitori hanno portato gli investigatori a concentrare le indagini sul centro culturale. Le telecamere hanno registrato tutto: i piccoli inginocchiati, in fila, colpiti con una bacchetta di plastica dura. Alcuni rinchiusi in uno stanzino al buio. Insultati, presi a schiaffistati, minacciati se non mostravano adeguato impegno nello studio del Corano e dell’arabo. Le lacrime dei bimbi, costretti a vivere in un clima di terrore. "Se racconti qualcosa a casa ti ammazzo". "Sai cosa ti succede se ti lamenti? Finisci nello stanzino della punizione, al buio". 

Le indagini hanno evidenziato una "comprovata sistematicità" dei metodi con cui i due insegnanti senegalesi tenevano la classe. Lezioni che avvenivano a piccoli gruppi, la domenica pomeriggio. In assenza dei genitori che, in alcuni casi, hanno ritirato i figli proprio a seguito delle confidenze dei bambini: "Non ci voglio andare più perché mi picchiano sul sedere". Gli elementi raccolti dai carabinieri non hanno lasciato dubbi al gip di Monza, Cristina Di Censo: ieri mattina i militari hanno proceduto all’arresto dei due senegalesi e alla chiusura dell’associazione culturale.