Ansia, stress, preoccupazione: foto generica (Istockphoto)
Ansia, stress, preoccupazione: foto generica (Istockphoto)

Roma, 6 dicembre 2019 - Ma davvero gli italiani sono diventati razzisti? L'antisemitismo è un problema? E ancora, qual è lo stato d'animo preponderante degli italiani? Cosa pensano sulla violenza contro le donne? E che rapporto hanno con lo smartphone? A rispondere a queste e altre domande ci pensa il Censis nel suo 53esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, da quale si evince che gli italiani, vista la crisi, sono un popolo di stressati e ansiosi e si fanno affascinare dall'uomo forte al potere. Per il 65% lo stato d'animo prevalente è l'incertezza, che porta a stratagemmi individuali di autodifesa e a "crescenti pulsioni antidemocratiche". Per il 48% ci vorrebbe "un uomo forte al potere", il 69,8% è convinto che siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo. Secondo il rapporto, inoltre, l'aumento dell occupazione nel 2018 e nei primi mesi del 2019 è un "bluff" che non produce reddito e crescita. Intanto, oltre il 50% degli italiani controlla lo smartphone come primo gesto al mattino o l'ultima attività della sera prima di andare a dormire.

Il segretario generale del Censis Giorgio De Rita commenta: "L'errore della politica è quello di non essere stata capace di decidere, ovvero di aver deciso sapendo che quelle decisioni non produrranno effetti". 

Censis: Italiani ansiosi, vogliono l'uomo forte

Lo stato d'animo dominante tra il 65% degli italiani è l'incertezza. Dalla crisi economica, l'ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo hanno portato anno dopo anno a un logoramento sfociato da una parte in "stratagemmi individuali" di autodifesa e dall'altra in "crescenti pulsioni antidemocratiche", facendo crescere l'attesa "messianica dell'uomo forte che tutto risolve". Per il 48% degli italiani - rileva il Censis, ci vorrebbe "un uomo forte al potere" che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni. La percentuale sale al 56% tra le persone con redditi bassi e al 62% tra i soggetti meno istruiti, fino al 67% tra gli operai.

Secondo il Censis, gli italiani alle prese con gli anni della crisi hanno dovuto prima "metabolizzare la rarefazione della rete di protezione di un sistema di welfare pubblico in crisi di sostenibilità finanziaria", poi farei conti con "la rottura dell'ascensore sociale, assumendo su di sé anche l'ansia provocata dal rischio di un possibile declassamento sociale". La reazione immediata è stata "una formidabile resilienza opportunistica, con l'attivazione di processi di difesa spontanei e molecolari degli interessi personali". Ma la situazione è andata peggiorando perché dagli stratagemmi individuali si è passati allo "stress esistenziale, logorante perché riguarda il rapporto di ciascuno con il proprio futuro". Così per il 69% degli italiani il Paese è ormai "in stato d'ansia". Il 75% non si fida più degli altri, il 49% ha subito nel corso degli anni una prepotenza in un luogo pubblico (insulti o spintoni), il 44% si sente insicuro nelle vie che frequenta abitualmente, il 26% ha litigato qualcuno per strada.

Razzismo e antisemitismo in Italia

Negli ultimi tempi sembra essere montata una pericolosa deriva verso l'odio, l'intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze. Lo dimostra il fatto che il 69,8% degli italiani è convinto che nell'ultimo anno siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati, con valori più elevati al Centro (75,7%) e nel Sud (70,2%), tra gli over 65 anni (71%) e le donne (72,2%). Il 50,9% di chi pensa che ci sia stato un aumento degli episodi di razzismo li attribuisce alle difficoltà economiche e all'insoddisfazione generale della gente. Il 35,6% invece li motiva con l'aumento della paura di essere vittima di reati, il 23,4% ritiene che dipendano dal fatto che ci sono troppi immigrati e il 20,5% pensa che gli italiani siano poco aperti e disponibili verso i migranti.

Sembra essere tornato anche l'odio verso gli ebrei: un cittadino europeo su due considera l'antisemitismo un problema nel proprio Paese. In Italia a pensarla così è il 58% della popolazione. Il dato italiano, a questo proposito, colloca il nostro Paese sopra la media europea del 50%, e in sesta posizione nel ranking dopo Svezia (81 %), Francia (72%), Germania (66%), Olanda (65%9), Regno Unito (62%). 
 Il Censis sottolinea però che non si tratta di un razzismo "ideologico o culturalmente fondato:  al contrario, è più l'esito di anni di incertezza e di preoccupazioni economiche che sul piano concreto si traducono in un senso di insoddisfazione che genera rabbia e vede negli immigrati il capro espiatorio". A indicare come causa le difficoltà economiche, sono soprattutto i millenial (49,7%) e gli adulti (53,4%), meno gli anziani (45, 5%). E la paura di essere vittime dei reati è una motivazione indicata dal 36,1% dei 18-34enni, dal 39,0% degli adulti e dal 26,2% di chi ha più di 65 anni. 
Non sono solo gli immigrati però ad essere oggetto di discriminazione e razzismo. Il rapporto evidenzia che atteggiamenti di chiusura sono ancora più evidenti verso la popolazione rom. Un sondaggio di Eurobarometro, ricorda il Censis, rivela che il 39% degli italiani si sentirebbe a disagio se un collega con cui lavora appartenesse a questa etnia.

Censis, violenza sulle donne è un problema

Il 73,2% degli italiani è convinto che la violenza sulle donne sia un problema reale che evidenzia come in Italia sia ancora presente una forte disparità tra uomini e donne, mentre il 23,3% ritiene che sia un problema che riguarda solo una piccola minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale. Solo il 3,5% della popolazione ritiene che non si tratti di un problema e che siano casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica.

Tra il primo agosto 2018 e il 31 luglio 2019 in Italia ci sono stati 92 omicidi di donne maturati in ambito familiare e affettivo. Nello stesso periodo le denunce di stalking sono state 12.733 e nel 76% dei casi la vittima era una donna. Le denunce per maltrattamenti contro familiari e conviventi erano 15.626 nel 2017 e nell'80% dei casi la parte offesa era una donna. Le violenze sessuali denunciate nel 2018 sono state 4.887, aumentate del 5,5% in un anno. 

Censis: tutti pazzi per lo smartphone

Il 25,8% di chi possiede uno smartphone non esce di casa senza il caricabatteria. Oltre la metà (il 50,9%) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l'ultima attività della sera prima di andare a dormire. Sono alcune istantanee scattate dal Censis che dimostrano come la diffusione su larga scala dei telefonini 'intelligenti' nell'arco di dieci anni abbia finito con il plasmare i nostri desideri e i nostri abitudini. Tanto per dirne una: nel 2018 il numero dei cellulari ha superato quello delle tv.

Censis: a scuola dilaga l'effetto Greta

Il 73,9% dei 1.012 dirigenti scolastici intervistati dal Censis nel corso dell'anno pensa che l'etica ambientalista degli studenti sia cresciuta grazie all'effetto Greta Thunberg. Nell'87,9% degli istituti si è optato per una ottimizzazione dei materiali di consumo e nell'85,3% per la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti. Salute e corretta alimentazione degli alunni hanno rappresentato gli ambiti di intervento nel 66% delle scuole, dove sono stati aboliti cibi preconfezionati dai distributori automatici installati nei plessi scolastici (42,5%) o sono stati rimossi i distributori automatici, introducendo snack e merende preparate a scuola con cibi sani e prodotti locali (23,6%). Il 68,7% dei dirigenti di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado, e il 24,3% di quelli delle scuole secondarie di II grado hanno attivato orti scolastici. Nel 49,2% delle scuole gli studenti sono coinvolti in attività di giardinaggio e manutenzione del verde scolastico.