Caso Pozzolo, un testimone: “Colpo di pistola esploso 20 secondi dopo aver estratto l’arma”. Delmastro in Procura

Proseguono le indagini mentre non si placano le polemiche su quanto accaduto alla festa di Capodanno nella quale un uomo è stato ferito dal proiettile partito dalla pistola del deputato di Fratelli d’Italia

Biella, 8 gennaio 2024 – Proseguono le indagini e le polemiche intorno al caso Pozzolo. Il deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo andato alla festa di Capodanno con una pistola dalla quale è partito un colpo che ha ferito un uomo della scorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Il sottosegretario Andrea Delmastro e il deputato Emanuele Pozzolo
Il sottosegretario Andrea Delmastro e il deputato Emanuele Pozzolo

Delmastro in Procura

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è giunto in procura a Biella per essere sentito come teste nell'ambito delle indagini in corso sul colpo di pistola partito la sera di Capodanno nella pro loco di Rosazza dall'arma del deputato Emanuele Pozzolo. Il parlamentare è entrato in auto da un ingresso secondario della procura. In serata il sottosegretario Andrea Delmastro ha lasciato il Palazzo di Giustizia di Biella dopo aver testimoniato. L'esponente del governo era in auto con il suo seguito e non ha reso dichiarazioni ai giornalisti.

Sentita anche la sorella di Dalmastro

La procuratrice capo di Biella Teresa Angela Camelio ha sentito nel pomeriggio di oggi come persona informata sui fatti nell'ambito delle indagini sulla vicenda della sparatoria al veglione di Capodanno anche Francesca Delmastro, sorella del sottosegretario alla Giustizia e sindaco di Rosazza, il comune dove sono avvenuti i fatti. Uscendo dalla Procura Francesca Delmastro non ha rilasciato dichiarazioni limitandosi a dire ai cronisti: "Ho detto quello che dovevo a chi dovevo".

Il testimone

Meno di 20 secondi sono passati da quando la pistola è comparsa tra le mani del deputato Emanuele Pozzolo e il momento in cui l'arma ha fatto fuoco ferendo un elettricista 31enne, Dino Campana, che si trovava nei paraggi. È quanto ha riferito all'ANSA uno dei partecipanti alla festa di Capodanno alla Pro Loco di Rosazza (Biella). L'uomo ha anche parlato con i carabinieri. Finora le testimonianze raccolte dagli inquirenti avvalorano la tesi in base alla quale il proiettile è stato esploso accidentalmente mentre la pistola era in mano al parlamentare. Resta da ricostruire cosa è accaduto nei secondi precedenti.

"Non abbiamo nemmeno avuto il tempo – ha dichiarato il testimone – di chiedere a Pozzolo cosa stesse facendo e magari di riporre l'arma , dal momento che alla festa c'erano anche dei bambini". Dopo lo sparo la pistola è stata messa in sicurezza da uno degli agenti di polizia penitenziaria della scorta del sottosegretario Andrea Delmastro, mentre al ferito venivano prestati i primi soccorsi.

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Un altro testimone in Procura

Un altro testimone è entrato in procura a Biella per essere ascoltato nel procedimento su quanto accaduto a Rosazza la notte di Capodanno. Si tratta di Davide Zappalà, 47 anni, esponente locale di Fratelli d'Italia, assessore ai lavori pubblici del comune di Biella. Zappalà era uno dei presenti alla festa che si teneva nei locali della Pro Loco. Stamani un altro degli invitati è stato ascoltato, sempre come testimone, in una stazione dei carabinieri nel Biellese.

Nel corso della conferenza stampa di fine anno il presidente del consiglio, Giorga Meloni ha detto: “Ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione garanzia dei probiviri di Fdi e che nelle more del giudizio venga sospeso da Fdi, che è quello che posso fare sul piano statutario”.

L’assessore Zappalà: “Non ho visto chi ha sparato”

''Ero presente in sala ma ci sono indagini in corso, preferisco aspettare l'esito definitivo''. Così l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Biella, Davide Zappalà al termine dell'audizione in procura a Biella dove è stato come teste nell'ambito delle indagini sul colpo di pistola partito la sera di Capodanno nella pro loco di Rosazza dall'arma del deputato Emanuele Pozzolo. ''Quella sera alle parti più importanti non ho avuto modo di assistere, come ho spiegato al procuratore, ho sentito il botto ma non ho visto chi ha sparato e neppure ho visto Pozzolo con la pistola in mano, la pistola l'ho vista al termine della serata quando i marescialli l'hanno messa via'', ha aggiunto precisando poi di non sapere quanto tempo sia passato dall'ingresso del deputato di FdI nei locali della pro loco al momento dello sparo. ''Non saprei anche perché non so quando è entrato Pozzolo''. Quanto alle impressioni sull'intera vicenda, Zappalà si è limitato ad osservare: ''Credo si stia un po' esagerando sull'attenzione mediatica per quanto ci siano personaggi di primo piano''.

Verso la sospensione da FdI

Secondo quanto si apprende, al momento i membri della Commissione Nazionale di Garanzia e Disciplina di Via della Scrofa – che ha il compito di valutare ed eventualmente comminare sanzioni disciplinari nei confronti di esponenti del partito – non hanno ancora ricevuto la mail di convocazione. Ma l'organo presieduto dall'avvocato Roberto De Chiara dovrebbe riunirsi presto, molto presto, per decidere le sorti del parlamentare per il quale la premier e leader di Fdi, Giorgia Meloni, ha già chiesto la sospensione dal partito bollando come "irresponsabile" la gestione dell'arma. Quello di Pozzolo "è un tema sicuramente attenzionato. Saremo molto attenti nella valutazione di una vicenda che ha creato un clamore mediatico importante", spiegano all'Adnkronos fonti dei probiviri Fdi. "Sarà nostra premura – rimarcano le stesse fonti – trattare questo caso con la dovuta cautela e attenzione". Sempre dai probiviri fanno sapere come a oggi non ci siano aggiornamenti sullo "stato di avanzamento del procedimento": "Oggi inizia la settimana di rientro dalle feste natalizie" e nei prossimi giorni "ci riuniremo per procedere alla valutazione del caso". Con ogni probabilità Pozzolo – che continua a sostenere di non essere stato lui a sparare – sarà convocato in Via della Scrofa per fornire la sua versione dei fatti: "Noi – dicono le fonti dei probiviri – siamo pronti a sentirlo". Per il deputato nato a Vercelli si profila anche la sospensione cautelativa dal gruppo parlamentare. Ma i vertici di Fdi a Montecitorio per ora tengono le bocche cucite: "Quando abbiamo qualcosa di 'fatto' lo comunicheremo".