Lo sparo al veglione. Il deputato FdI indagato per lesioni aggravate. L’irritazione di Meloni

Pozzolo ha invocato l’immunità parlamentare per evitare il test, poi la retromarcia. Gli verrà revocato il porto d’armi. Ma il partito fa quadrato: non è un caso politico.

Lo sparo al veglione. Il deputato FdI indagato per lesioni aggravate. L’irritazione di Meloni

Lo sparo al veglione. Il deputato FdI indagato per lesioni aggravate. L’irritazione di Meloni

La più furibonda è Giorgia Meloni. Trincerati nel silenzio in vista dell’attesa conferenza stampa di domani, da Palazzo Chigi filtra solo tutta "l’irritazione" per lo sparo nel buio di Capodanno dalla pistola del deputato Emanuele Pozzolo, indagato per lesioni aggravate e nei riguardi del quale le opposizioni invocano all’unisono provvedimenti sanzionatori da parte di FdI. Una tegola di cui la premier avrebbe fatto volentieri a meno alla vigilia dell’incontro stampa, già complicato dalle tensioni coi giornalisti sul divieto di pubblicare le ordinanze di carcerazione e i rilievi del Quirinale sulla concorrenza.

A fronte del profluvio di polemiche da parte delle opposizioni, ma anche dell’ironia che inonda il web, FdI fa quadrato come sempre in difesa del proprio deputato, giudicando "assurdo il tentativo di trasformare quanto accaduto in un caso politico". Qualora però "dovessero emergere comportamenti irregolari o inadeguati da parte di Pozzolo", il partito di Meloni dischiude la porta all’assunzione degli "opportuni provvedimenti". Anche se per disinnescare davvero la questione "rimangono appena 24 ore", si rendono conto negli entourage parlamentari.

Dopo un Capodanno funestato dalla morte di una donna per il proiettile involontario del nipote e oltre il doppio di incidenti rispetto all’anno precedente, risulta difficile derubricare il colpo di pistola che ha ferito un uomo (che per ora non ha presentato querela) in quel di Rosazza, nel biellese, partito dalla calibro 22 di Pozzolo. Il quale nega tuttavia di aver sparato. Sottoposto qualche ora dopo (alle 7.30 del mattino) al tampone per la verifica di tracce di polvere da sparo sulle mani, il deputato avrebbe opposto le proprie prerogative per rifiutarsi di consegnare gli abiti, su cui sarebbero comunque stati effettuati rilievi. Un gesto che offre il destro alla contestazione da parte del 5stelle Stefano Patuanelli, secondo cui ricorrere all’immunità è come auto accusarsi per il deputato di FdI. Che frattanto, in quanto proprietario dell’arma, risulta indagato per lesioni colpose aggravate e in relazione all’incauto abbandono dell’arma.

Ieri i carabinieri hanno ascoltato i partecipanti alla festa di Rosazza, dov’è stato ferito (la prognosi è di dieci giorni) il genero di uno degli agente di scorta del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, che faceva gli onori di casa nella sede della Pro Loco del piccolo comune dov’è sindaca la sorella Francesca. Andata via prima dell’accaduto, la prima cittadina si dichiara "basita, senza parole" per il "fatto assolutamente incredibile". Al quale anche il sottosegretario dichiara di non aver assistito in quanto affaccendato a caricare l’auto.

"Ho passato una giornata terribile, che non riuscirò più a smaltire, mi sento veramente sfortunato", racconta Delmastro dell’infausto episodio che sulle prime si era sforzato di minimizzare. Stando al racconto del sottosegretario, "anche il deputato Pozzolo ha una casa in quella zona" e, avendo "riconosciuto le macchine" davanti alla Pro Loco, si era proposto "per un brindisi" sul tardi. Stando ai testimoni che hanno partecipato alla festa, dove erano presenti anche bambini, il parlamentare si sarebbe presentato "molto allegro" esibendo la piccola North american arms LR22 regolarmente detenuta nel palmo della mano. Cosa sia accaduto poi è oggetto delle indagini. La prefettura di Biella intanto procederà alla revoca del porto d’armi.

Mentre lo stesso Delmastro si rende conto che "la vicenda poteva avere un altro risvolto", le opposizioni non lesinano polemiche. "Questi incapaci sono un pericolo per la sicurezza di quelli che hanno intorno, figurarsi per quella nazionale", attacca la segretaria del Pd Elly Schlein. Più puntuto, il leader di Iv Matteo Renzi si chiede "che ci fanno" agenti di scorta e i loro congiunti ai cenoni e soprattutto "perché portare pistole?".