’Bella ciao’ è la colonna sonora dell’antifascismo. Recentemente è stata inserita nella serie tv ’La casa di carta’
’Bella ciao’ è la colonna sonora dell’antifascismo. Recentemente è stata inserita nella serie tv ’La casa di carta’
CARPI (MODENA) Ventisei ragazzi e ragazze ‘antifascisti’ imputati per avere cantato Bella ciao in pubblico. I fatti risalgono al 4 agosto 2017 durante una manifestazione di Forza Nuova a Carpi (Modena), autorizzata dalla Questura, davanti a un palazzo destinato a ospitare alcuni richiedenti asilo, al grido di ‘Stop accoglienza business’. Un presidio non gradito a molti cittadini che hanno reputato "inaccettabile che ad un’organizzazione di estrema destra, ispirata a principi razzisti e neofascisti, sia stato permesso di manifestare davanti alle abitazioni...

CARPI (MODENA)

Ventisei ragazzi e ragazze ‘antifascisti’ imputati per avere cantato Bella ciao in pubblico. I fatti risalgono al 4 agosto 2017 durante una manifestazione di Forza Nuova a Carpi (Modena), autorizzata dalla Questura, davanti a un palazzo destinato a ospitare alcuni richiedenti asilo, al grido di ‘Stop accoglienza business’. Un presidio non gradito a molti cittadini che hanno reputato "inaccettabile che ad un’organizzazione di estrema destra, ispirata a principi razzisti e neofascisti, sia stato permesso di manifestare davanti alle abitazioni private".

Tant’è che quella stessa sera il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, con Anpi, Arci, Cgil e il mondo dell’associazionismo decide di organizzare innanzi al Municipio un presidio autorizzato in contemporanea con quello di Forza Nuova. Ma sono in tanti a recarsi direttamente sul luogo del ritrovo dei militanti di estrema destra, con l’intenzione "di dimostrare pacificamente e con la sola presenza, il nostro dissenso", racconta una delle partecipanti al coro di ‘Bella Ciao’.

A maggio dell’anno successivo il Tribunale di Modena consegna ventisei notifiche di condanna per ‘manifestazione non autorizzata’, ad altrettante persone presenti in zona stadio quella sera. Un decreto penale di condanna che ha comportato l’avvio dell’iter di opposizione e l’apertura di un processo. "La partecipazione ad una manifestazione non autorizzata non costituisce reato – spiega Fausto Gianelli, che difende 23 dei 26 ‘antifascisti’ imputati –. In questi casi viene punito l’organizzatore, ma in quella circostanza si è trattato di una manifestazione nata spontaneamente: nessun megafono, nessuno che ha preso la parola. Hanno ‘solo’ cantato una canzone, Bella ciao".

Dalla procura filtra che il problema sarebbe sorto con qualsiasi canzone, ma l’avvocato Gianelli ricorda le parole del pm. "La tesi dell’accusa si fonda su questo – dice –: chi ha cantato quella canzone è come se avesse partecipato ad un comizio ‘cantato’, come se avesse preso la parola. Dunque: partecipazione a ‘manifestazione non organizzata’. Il tutto perché è stata cantata una canzone ‘dalla connotazione politica’ come ‘Bella Ciao’. E non una canzone di Baglioni, come ha chiesto il Pubblico ministero, giusto per fare un esempio".

Il 23 aprile si terrà l’udienza finale: "Gli imputati rischiano una multa di 1000 euro – aggiunge il legale – e l’iscrizione della condanna sulla fedina penale. È dunque, soprattutto, una questione di principio: in Italia c’è un solo precedente, ma con piena assoluzione. Siamo pronti a ricorrere in Appello e in Cassazione. Non solo: gli imputati, e non solo, sono pronti a cantare Bella ciao davanti alla Corte d’Appello". É partita intanto una petizione estesa a tutta la comunità su change.org, #lantifascismononsiarresta e diretta al tribunale di Modena.

Maria Silvia Cabri