Giampaolo

Pioli

Certo non c’è consumo ne di carta né di inchiostro. Se il telefonino ha una rete internet che regge, non dovete aspettare nemmeno il cameriere. Dovete solo ordinare col QR Code una specie di codice a barre e vi arriverà ogni ordinazione al tavolo. Però tutta questa “modernità sostenibile e sanitaria ” nei ristoranti anche americani, ha fatto il suo tempo. Si sta alzando un grido sempre più forte per tornare ai tradizionali menù di carta, e abbinati anche con una pagina chiara per la lista dei vini e con i prezzi.

Si dirà che i menu di carta, passando di mano in mano, non garantiscono igiene e sicurezza anti Covid, che c’è spreco inutile di cellulosa in un mondo che vuole diventare sempre più sostenibile. Non sono d’accordo coi menù QR Code e con le proposte gastro-digitali visualizzabili solo sugli smartphone. A me tolgono l’appetito. Non contengono più l’aspetto preventivo contro la pandemia per il quale erano nati e si erano diffusi. Non c’è lo spazio per chiedere al cameriere un suggerimento sui piatti. Diventa complicatissimo correggere un ordine se c’è un ripensamento. Capisco l’eccessivo uso di carta, ma esiste la carta riciclata.Si possono offrire ai clienti menù usa e getta, mai toccati da nessuno. L’ambiente è salvo e il cameriere può proporvi anche gli speciali. Bene ha fatto l’autorevole sito gastronomico newyorkese Grub Street a lanciare una campagna per il ritorno al passato.