Nel film del 1954 ’Il delitto perfetto’ di Alfred Hitchcock un marito assolda 
un amico per uccidere la moglie mentre lui si assicura un alibi di ferro
Nel film del 1954 ’Il delitto perfetto’ di Alfred Hitchcock un marito assolda un amico per uccidere la moglie mentre lui si assicura un alibi di ferro
di Luca Bolognini Non è la trama di uno sgangherato videogioco. Purtroppo è tutto vero. Un manager lombardo di 38 anni è stato arrestato ieri per aver tentato di assoldare sul dark web un sicario per rovinare la vita alla sua ex. "Devi romperle la schiena, costringerla sulla sedia a rotelle. Poi – aveva chiesto al cyber-mercenario – le devi buttare dell’acido in faccia, ma senza colpire gli occhi". Il piano, per fortuna, è stato scoperto da Polizia postale e Squadra Mobile e ora l’uomo è accusato di stalking e tentate lesioni gravi. Il manager non riusciva ad accettare che la relazione, durata quasi due anni, fosse finita nel luglio del 2020. "Nutrivo una profonda rabbia nei confronti della mia ex fidanzata....

di Luca Bolognini

Non è la trama di uno sgangherato videogioco. Purtroppo è tutto vero. Un manager lombardo di 38 anni è stato arrestato ieri per aver tentato di assoldare sul dark web un sicario per rovinare la vita alla sua ex. "Devi romperle la schiena, costringerla sulla sedia a rotelle. Poi – aveva chiesto al cyber-mercenario – le devi buttare dell’acido in faccia, ma senza colpire gli occhi". Il piano, per fortuna, è stato scoperto da Polizia postale e Squadra Mobile e ora l’uomo è accusato di stalking e tentate lesioni gravi.

Il manager non riusciva ad accettare che la relazione, durata quasi due anni, fosse finita nel luglio del 2020. "Nutrivo una profonda rabbia nei confronti della mia ex fidanzata. Per questo – ha raccontato agli inquirenti – avevo pensato di lasciare un segno indelebile sul suo corpo, proprio come lei lo aveva lasciato dentro di me". E così si era calato nei meandri del dark web, quella parte di Internet non indicizzata dai motori di ricerca, e aveva cercato qualcuno che potesse davvero fare del male alla donna. La sua attenzione era finita su un sito dal nome tanto ridicolo quanto inequivocabile: ‘Internet Assassins’. Sul lato oscuro del web sono molti i servizi che offrono sicari a pagamento. Si passa da ‘La rete internazionale dei sicari siciliani’ agli ‘Assassini squartatori’. Diverse ricerche e inchieste hanno provato come nella maggior parte (per non dire totalità) dei casi si tratti di truffe. Anzi, questi siti sono molto spesso pattugliati dalla polizia e, in qualche caso, sono gli stessi gestori dei servizi (dopo essersi fatti lautamente pagare, ovviamente) a fare una soffiata, proprio perché temono che chi è disposto a pagare 10mila euro in bitcoin – come nel caso del manager milanese – per rovinare la vita a qualcuno, possa poi trovare altre strade, magari più tradizionali, quando capisce di essere stato ingannato sul dark web.

Il 38enne milanese, in ogni caso, aveva pianificato tutto. "Deve sembrare una rapina. Dovete rubarle la borsa, ma poi – spiegava all’intermediario digitale (ancora da identificare) che gli avrebbe dovuto trovare un sicario – la dovete colpire". Il manager aveva spiegato ai presunti cyber-killer dove viveva la sua ex fidanzata e aveva anche inoltrato il profilo Facebook della donna. "Domani caricherò i bitcoin. Voglio che resti paralizzata dalla schiena in giù e – scriveva all’intermediario – che vada sulla sedia a rotelle e le dovete tirare l’acido in faccia senza prendere gli occhi". Prima di arrivare a scandagliare il dark web, il manager aveva bersagliato la ex con decine di messaggi e mail per incontrarla. Le mentiva, le diceva che erano incontri di lavoro, ma puntualmente tornava a parlare di quella relazione, chiedendole di tornare assieme. Spesso le inviava anche dei fiori, ma la donna era decisa a non tornare sui suoi passi.

E così, nella sua mente, si era accesa l’idea di assoldare un sicario per vendicarsi. Il manager, che aveva già pattuito prezzo e punizioni, non sapeva però che la polizia postale era già da tempo sulle sue tracce. E così il 27 febbraio scorso, dopo una perquisizione nel suo appartamento, l’uomo ha chiesto di poter "revocare le punizioni commissionate sul dark web, per salvaguardare l’integrità psicofisica" della sua ex fidanzata. Così ha inviato due messaggi: uno all’intermediario e uno al killer che gli era stato assegnato, con la richiesta di fermare l’azione criminale. Il primo – probabilmente senza troppe difficoltà, visto che molto difficilmente si sarebbe passati dai bit ai fatti – gli ha risposto che non c’erano problemi e che il lavoro non sarebbe stato eseguito.