{{IMG_SX}}Genova, 13 giugno 2007 - E' proseguito davanti al Tribunale penale di Genova, presieduto da Gabrio Barone il processo contro 29 tra dirigenti, funzionari, agenti di polizia per l'irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. Gli imputati sono accusati di svariati reati, tra cui violenza, lesioni, falso e calunnie.

 Oggi è stato ascoltato l'imputato Michelangelo Fournier, all'epoca vicequestore e comandante del settimo nucleo sperimentale antisommossa del primo reparto mobile di Roma.


Fournier era al comando del più grosso reparto entrato alla Diaz. Dopo aver riconfermato di aver giudicato l'irruzione nella scuola: "Un'operazione di macelleria messicana", il dirigente della Ps ha fatto una importante ammissione rispondendo alle domande del pubblico ministero Enrico Zucca: "Quando sono arrivato nella scuola ho visto quattro poliziotti, due in divisa, due in borghese che al primo piano infierivano su una decina di persone a terra, non erano miei uomini".

 

Immediata la richiesta del Pm Zucca che ha chiesto a Fournier come mai non avesse mai detto prima di aver assistito al pestaggio. Fournier ha risposto: "Non erano uomini miei e se non l'ho detto prima l'ho fatto per senso di appartenenza al corpo. Comunque non ho mai pronunciato la frase basta, basta, basta che mi viene attribuita".


Il resto dell'interrogatorio è stato più che altro dedicato all'esame delle armi, dei caschi e delle divise di cui erano muniti i poliziotti al comando di Fournier.

''Durante le indagini - ha detto ancora Fourier - non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento cosi' grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza''