L'orso M49 prima della fuga (ANSA)
L'orso M49 prima della fuga (ANSA)
Diciamo la verità, siamo un po’ tutti dalla parte di M49, l’orso scappato due giorni fa da un recinto trentino e in fuga per i boschi alpini. Si, certo, sarà un po’ pericoloso, avrà azzannato qualche pecora, però è un orso e quando hanno fame gli orsi non si mettono in fila al ristorante. Vogliamo tanto il ritorno alla natura, vagheggiamo un’arcadia felice in cui uomini e bestie vivevano fianco a fianco ma poi quando un orso fa l’orso lo inseguiamo, lo vogliamo sotto tutela, gli infiliamo il radiocollare perché tutto deve essere comunque ricondotto alla «normalità» di un mondo preconfezionato in cui non sono previsti scontri o vittime. E allora finché sarà possibile sogniamo insieme a M49, alla sua capacità di infischiarsene di una rete a 7 mila volt, al suo desiderio di libertà, alla sua corsa ostinata in mezzo ai faggi, al vento nella sua faccia, al suo grugnito notturno, alla sua famelica tendenza a mettere disordine. E pazienza se i pastori della provincia di Trento protestano. Meglio un giorno da orsi che cento anni da pecora.