Il governo Conte fa pensare a mia zia Giovanna, buonanima scomparsa da tanto tempo. La zia collezionava tutte le malattie più perniciose, ma non moriva mai. Noi giornalisti usciamo ogni giorno dalla camera del governo scuotendo la testa per il sopravvenire di una nuova patologia. Ma poi i sanitari tirano fuori il bollettino medico e dicono che le condizioni sono stazionarie. Nei momenti peggiori parlano di coma farmacologico, poi il paziente si riprende e va avanti a tempo indeterminato. Noi obiettiamo che le analisi cliniche sono pessime, ma ci viene risposto che la forza di volontà di un paziente che vuole sopravvivere può fare miracoli.

l secondo governo Conte è nato per un equivoco. Il Pd era convinto che Renzi non volesse allearsi con i 5 Stelle. Lui però non era pronto per le elezioni e ha preso in contropiede Zingaretti che aveva già le liste in testa. Si aggiunga l’abilità di Conte nel cambiarsi d’abito con una velocità degna del miglior Fregoli ed ecco fatto. Il problema è che Renzi ha voluto il presepe, ma qualunque statuina vi aggiunga Conte il presepe non gli piace. (copyright Eduardo in ‘Natale in casa Cupiello’). Quel che è peggio è che il presepe non piace nemmeno a Di Maio. A lui piaceva molto di più il presepe di Salvini, al quale non perdona di averlo piantato in asso. La sconfitta in Umbria, se ha consentito a Renzi di smarcarsi dalla maggioranza che ha creato, ma dalla quale si sente estraneo, ha aperto nel M5S una crisi di identità e di legittimazione. I nuovi Dioscuri hanno reagito chiedendo visibilità, che significa creare ogni giorno un elemento di contrasto nella maggioranza. Il governo ci mette del suo. Aumentare la indetraibilità sulle auto aziendali in uso ai dipendenti (il 40% del totale) significherebbe aumentare le imposte di 2000 euro all’anno a un impiegato che guadagna meno di 1500 euro netti al mese e staccare la spina a un settore già in coma. Si correrà ai ripari ma perché questo autolesionismo? Se non ci sono i soldi per aumentare le pensioni, perché proporre tre euro al mese? Se si è deciso di rendere indetraibili per le imprese le spese per le fiere all’estero, perché colpire le esportazioni di un Paese che ha i consumi interni fermi? Il vice ministro Stefano Buffagni (M5s) ha detto ieri che non basta mettere una pezza alla storia delle auto aziendali: la manovra che sarà presentata alle Camere è la controfigura di quella che verrà approvata a Natale. Si va avanti, insomma, come la povera zia Giovanna...