Pompei, 16 marzo 2016 - Quaranticinque anni dopo lo storico live dei Pink Floyd nell'anfiteatro deserto, David Gilmour torna a suonare a Pompei. Un evento davvero eccezionale, di cui si vociferava già da giorni, che è stato ufficialmente confermato oggi dal ministro dei Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini. "Accordo raggiunto. "Dopo 45 anni David #Gilmour tornerà a suonare a #Pompei il 7 e l'8 luglio #PinkFloyd #LiveAtPompeii", è il testo dell'esultante tweet del ministro.

 

LIVE AT POMPEI: IL FILM -  Fu Adrian Maben a girare il film-documentario-concerto - uscito nelle sale nel 1974 - incentrato sulla musica del gruppo rock inglese dei Pink Floyd. Dietro il film c'è una storia curiosa: estate del 1971, Maben si recò in vacanza in Italia con la fidanzata e, nel tentativo di recuperare il suo passaporto che credeva aver smarrito durante una visita alle rovine di Pompei, tornò al crepuscolo nell'antico Anfiteatro Romano. Lì fu folgorato dall'idea: era una location perfetta per filmare i Pink Floyd in azione. Fin dall’inizio, Maben immaginò che i Pink Floyd dovessero suonare nell’anfiteatro vuoto, senza alcun pubblico. Grazie alla sua conoscenza con il professor Ugo Carputi dell'Università di Napoli, il regista ottenne dalla locale Soprintendenza il permesso, per l’ottobre seguente, di effettuare sei giorni di riprese nel sito archeologico campano, per l’occasione chiuso al pubblico.

I Pink Floyd insistettero per eseguire tutto il materiale dal vivo, il che implicò il trasporto in Italia, via camion, di tutta la loro attrezzatura da concerto, assieme a un impianto per la registrazione a 24 tracce che garantisse la stessa qualità sonora dei loro lavori in studio.
Ma giunta fra le antiche rovine, la troupe realizzò di non avere elettricità sufficiente a supportare tutte le attrezzature: si dovette portare la corrente elettrica direttamente dal Municipio locale, attraverso un lunghissimo cavo che percorreva le strade di Pompei.

Solo recentemente Maben ha rivelato che diverse bobine di pellicola andarono smarrite subito dopo le riprese: questo, fra l'altro, spiegherebbe perché il brano One of These Days include quasi esclusivamente inquadrature del batterista Nick Mason, il quale ha confermato la vicenda nella sua autobiografia del 2004.

Ed ecco il video: