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Etna, Favignana, Perricone. I vini del futuro da provare

C’è Vinitaly. E Milano portaerei del vino italiano. La fiera e gli eventi. Firriato, gruppo trapanese fra i più importanti in Sicilia, ritorna con Experiencing Firriato ai Chioschi dell’Umanitaria, dove ha presentato i suoi vini e le sue cantine: Baglio Soria, Dagala Borromeo, Pianoro Cuddia, Borgo Guarini nel Trapanese, Calamoni a Favignana e Cavanera in […]

Ultimo aggiornamento il 2 giugno 2018 alle 06:53

C’è Vinitaly. E Milano portaerei del vino italiano. La fiera e gli eventi. Firriato, gruppo trapanese fra i più importanti in Sicilia, ritorna con Experiencing Firriato ai Chioschi dell’Umanitaria, dove ha presentato i suoi vini e le sue cantine: Baglio Soria, Dagala Borromeo, Pianoro Cuddia, Borgo Guarini nel Trapanese, Calamoni a Favignana e Cavanera in Etna. Una selezionata e golosa filiera dell’agroalimentare siciliano. «Questo evento – afferma il manager Federico Lombardo di Monte Iato – ci ha dato ancora una volta la possibilità di rafforzare quel legame tra la nostra azienda e la città di Milano. Abbiamo voluto questa serata per celebrare, ancora una volta, la nostra presenza in una città che dal punto di vista enogastronomico mette in campo un alto livello che poche capitali al mondo possono vantare».

Clienti, ospiti, stampa italiana e internazionale, winelover, 2500 persone invitate a degustare la filosofia produttiva di Firriato. Che, per capirci, fa vino buono, medio, per tutti, con punte di qualità interessanti, per la passione della famiglia Di Gaetano. Cominciamo dall’Etna e dalla sue bollicine metodo classico, il Gaudensius Blanc de Noir Etna Doc (Nerello Mascalese) e Blanc de Blanc (Chardonnay e Carricante). Il Cavanera Ripa di Scorciavacca Etna Bianco Doc (Carricane, Cataratto) e Rovo delle Coturnie Etna Rosso Doc (Nerello Mascalese e Cappuccio). Interessanti, vigne e cantina fra Passopisciaro e Linguaglossa, acquisizioni in corso.  Non male anche Le Sabbie dell’Etna. Preziosa l’unica vigna di Favignana per le poche bottiglie di Favinia La Muciara (Zibibbo, Grillo, Cataratto) e Le Sciabiche (Nero d’Avola e Perricone). Il passito Passulè (l’altro è Ecrù). L’investimento sul Perricone, la bacca rossa di cui si parlerà, regala il mio preferito fra i TopWine: Ribeca, Perricone in purezza già di alto livello, mentre Harmonium (Nero d’Avola) e Camelot (Cabernet Sauvignon e Merlot) sono classici dei cru di famiglia. Bayamore è in vendemmia tardiva. Per chi ama gli uvaggi, non deludono Santagostino e Quater Vitis, i biologici Caeles della linea Organic e le proposte giovani e trendy testimoniano che in azienda hanno idee chiare. Ma sanno che il futuro è qualità e biodiversità.

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