I lavori all'aperto mettono le persone a rischio di rumore della pelle più di altre. Ma il livello di rischio è determinato dal tipo di lavoro: non tutti infatti ci espongono allo stesso modo. È quel che emerge da una ricerca condotta alla Technical University di Monaco, in Germania, cha ci racconta come il lavoro più rischioso sia quello della guida alpina. E non tanto per i rischi di incidenti in montagna.


LA GUIDA ALPINA RISCHIA DI PIÙ
Il cancro della pelle non-melanoma (NMSC) è il tumore più comune al mondo, causato principalmente dalle radiazioni solari ultraviolette. Lo studio tedesco, pubblicato sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology ha indagato i vari tipi di professioni che prevedono lavoro all’aria aperta, e i rischi connessi. I ricercatori hanno coinvolto 563 partecipanti (47% donne) divisi in 348 lavoratori esterni (39% agricoltori, 35% giardinieri, 26% guide alpine) e 215 persone che svolgono lavori all'interno. Dagli esami è emerso che il tumore NMSC ha colpito il 33,3% delle guide di montagna, il 27,4% degli agricoltori, il 19,5% dei giardinieri e il 5,6% dei lavoratori interni.

MUOVERSI SULLA PREVENZIONE
I risultati, pervenuti anche attraverso analisi di quantità di ore di esposizione alle radiazioni Uva e uso di creme protettive durante le ore di lavoro, ci dicono che esistono dunque differenze significative tra le professioni svolte all'aperto: la guida alpina sembra il mestiere più a rischio.
"L'altitudine e il numero di ore di lavoro in esterno sembrano fare la differenza", spiega l'autore principale dello studio, il dottor Alexander Zink, e aggiunge che i risultati suggeriscono di mettere a punto progetti di prevenzione su misura per le diverse professioni in base alle esigenze individuali. Potrebbe essere un modo per ridurre la percentuale globale di cancro della pelle non-melanoma.