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Stai diventando calvo? Risolvi con un tatuaggio

Nata in Inghilterra e in rapida diffusione negli Stati Uniti, la micropigmentazione del cuoio capelluto è un modo curioso per affrontare la calvizie 

Ultimo aggiornamento il 11 luglio 2018 alle 20:05
Foto: ferrerivideo/iStock

I dati parlano chiaro: se sei un uomo, probabilmente sperimenterai una perdita di capelli più o meno pronunciata, già a partire dai trent'anni. Molti affrontano la situazione radendosi la testa, in modo da tenere cortissimi i capelli ancora presenti ed evitare l'effetto riporto. Altri fanno il passo successivo e si rivolgono alla cosiddetta micropigmentazione del cuoio capelluto, un nome altisonante che in sostanza identifica un tatuaggio fatto apposta per imitare i capelli rasati. È una pratica nata in Inghilterra e che sta prendendo piede soprattutto negli Stati Uniti.

UN TATUAGGIO AL POSTO DEI CAPELLI
L'idea è semplice: se l'ago del tatuatore realizza una serie di puntini là dove la calvizie si è diffusa, allora la zona sopra le tempie o la calotta cranica (le aree normalmente più colpite) sembreranno a prima vista dotate di capelli esattamente come il retro della testa, per esempio, che solitamente è risparmiato dall'alopecia. Ovvio, occorre mantenere la rasatura e non essere prevenuti nei confronti dei tatuaggi, ma l'escamotage ha una sua efficacia. Anche perché si può scegliere il colore del pigmento utilizzato, in base a quello dei propri capelli, puntando alla massima uniformità.

RICONQUISTARE LA FIDUCIA IN SE STESSI

Secondo quanto raccontato dal Guardian, questa curiosa soluzione è nata in Inghilterra e si sta diffondendo velocemente anche sul suolo statunitense, in particolare nelle grandi città. Ha il vantaggio di non essere invasiva e di non costare uno sproposito e, per coloro che si sentono insicuri o insoddisfatti a causa della calvizie, rappresenta un'opportunità di ritrovare la fiducia in se stessi. Cosa non da poco, se teniamo conto che, stando a quanto scoperto dal Guardian attraverso le proprie interviste, ci sono persone religiose che non frequentano la chiesa perché non vogliono togliersi il cappello e altre che escludono a priori i colloqui per lavori che necessitano di mostrare il cranio (per esempio gli impiegati di banca). Per non parlare delle difficoltà nel corteggiamento.

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