La balenottera azzurra detiene una mole da record: oltre 30 metri di lunghezza e fino 180 tonnellate di peso, misure che la rendono il più grande animale al mondo e una delle più gigantesche creature mai apparse sulla faccia della Terra. Alcuni scienziati della Oregon State University stanno studiando da tempo la tecnica di caccia utilizzata questa specie di cetaceo, che, proprio a causa taglia extra large, deve conciliare un appetito di tutto rispetto con una strategia che eviti sprechi inutili di energie. Nell'ambito di una recente spedizione in Nuova Zelanda, il team è riuscito a catturare delle immagini rarissime, che evidenziano il modo in cui le balenottere scelgono i propri pasti. Qui sotto trovate le eccezionali riprese, con il commento in inglese dell'ecologa Leigh Torres, ricercatrice presso il Marine Mammal Institute della OSU.

CHE COSA MANGIANO LE BALENOTTERE
Le balenottere mangiano quasi esclusivamente krill, piccoli crostacei che compongono lo zooplancton, la base della catena alimentare marina. Un esemplare adulto ha un fabbisogno energetico giornaliero di circa 1,5 milioni di calorie, che soddisfa ingurgitando fino a 3600 kg di krill al giorno. L'enorme bocca intrappola sia i crostacei che grandi quantità di acqua, la quale viene poi espulsa attraverso i fanoni, ossia i filtri che sostituiscono i denti.

UN PASTO CONVENIENTE
Gli studi condotti finora hanno portato gli scienziati a supporre che le balenottere si concentrino solo sui pasti davvero redditizi. In altre parole, non è sufficiente che un ammasso di krill sia a portata di bocca, ma è necessario che lo sforzo necessario per raccoglierlo  venga bilanciato con una sostanziosa ricompensa energetica. Torres ha spiegato che il video certifica la bontà della teoria: "Si tratta di un evento straordinario, perché è raro ottenere una ripresa aeree delle balenottere azzurre che di cibano di krill".

MANGIO O NON MANGIO?
Al minuto 0:45 vediamo la balenottera mentre spalanca la bocca per inghiottire un grosso banco di krill. L'operazione "frena" sensibilmente la corsa dell'animale, che passa da una velocità di quasi 11 km/h a poco meno di 2 km/h. Successivamente, circa al minuto 1:20, un banco di dimensioni più misere viene invece "snobbato": il cetaceo ha deciso che non vale la pena rallentare e consumare energie, e dunque passa oltre. Per riuscire girare il filmato, gli scienziati hanno usato un piccolo drone, che rende possibile uno sguardo ravvicinato senza i rumori invasivi di aerei o elicotteri.