Orso marsicano in una foto Ansa
Orso marsicano in una foto Ansa

Pescasseroli (L'Aquila), 29 luglio 2017 - L'orso confidente, noto con il nome di Mario, la scorsa notte intorno alle 2 è entrato ed è rimasto intrappolato dentro un'abitazione di Villavallelonga (L'Aquila), mentre la famiglia, composta da una coppia e due bambini, dormiva: grazie all'intervento del personale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) le persone sono state messe in salvo, mentre l'orso è stato sedato e poi rilasciato in montagna, lontano dal paese. Da novembre 2016 l'orso frequenta i pollai che si trovano all'interno di alcuni centri abitati della Marsica.

Questa volta mentre si aggirava tra le strade del paese è finito in un vicolo cieco: nel cercare una via di fuga, l'orso ha scavalcato un muretto e si è trovato in uno spazio chiuso dal quale non è riuscito ad uscire, se non attraverso la finestra della cantina dell'abitazione. Dalla cantina, sempre cercando una via di fuga, l'orso si è trovato all'interno dell'abitazione facendo scattare l'allarme e svegliando i proprietari. Il personale del Parco che lo segue da diversi mesi, e di turno sul posto, è intervenuto prontamente, aiutando la famiglia ad uscire e cercando di aprire una via di fuga all'orso. Contestualmente sono stati allertati il veterinario del Parco e i carabinieri forestali, per tenere sotto controllo la situazione e predisporre la cattura dell'animale, vista la complessità del momento e l'impossibilità di farlo uscire spontaneamente. Con l'intervento del veterinario l'animale è stato sedato e rilasciato in montagna. Il monitoraggio dell'orso, nei prossimi giorni sarà ancora più serrato e continuativo, pur nella consapevolezza che non basta a garantire che l'orso non frequenti i centri abitati. Secondo il Pnalm la presenza elevata di fonti alimentari, facilmente accessibili, costituisce una forte attrattiva per l'orso che vi si è abituato.

Sulla vicenda il Wwf esprime il suo sollievo nell'apprendere che l'episodio avvenuto nella notte si sia risolto senza che nessuno della famiglia si sia fatto male, a parte il comprensibile spavento. L'associazione del Panda "apprezza le modalita' con cui l'emergenza e' stata gestita, in cui l'intervento dei tecnici e delle guardie del Parco ha consentito che si riuscisse a salvaguardare sia l'incolumita' delle persone che dell'animale, nonostante si sia dovuta affrontare in piena notte una situazione veramente anomala che non ha precedenti".  La salvaguardia di una specie cosi' importante in un'area fortemente antropizzata "pone continuamente di fronte a delle sfide impegnative, che vanno affrontate con rigore e metodo scientifico, senza farsi condizionare dalla pur comprensibile emotivita' del momento", dice l'associazione.

"È ora quindi necessario attivare un protocollo di gestione dell'animale da parte degli enti competenti che garantisca la fondamentale sicurezza dei cittadini, ma che al tempo stesso metta in campo tutti gli sforzi possibili per salvaguardare uno dei pochi esemplari di orso marsicano ancora in vita, di cui rimangono appena 50 individui, per evitarne l'estinzione - conclude il Wwf- C'e' quindi bisogno dell'impegno e della collaborazione reale di tutti nei confronti dell'Ente Parco, in modo che sia messo nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro".

«Siamo molto vicini alla famiglia che è stata vittima di una situazione incresciosa che nessuno vorrebbe vivere», ha detto il presidente del Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), Antonio Carrara che però lascia intendere di avere intenzione di valutare anche altre soluzioni. «Lavoriamo quotidianamente per favorire la convivenza tra uomini e orsi - ha spiegato - ma quello che è accaduto questa notte è difficile da accettare, per cui ho contattato immediatamente il Ministero dell'Ambiente che ha convocato una riunione urgente per lunedì mattina, nel corso della quale sarà affrontato il problema della gestione di un orso confidente che opera, da mesi, prevalentemente nella zona di protezione esterna e fuori dal Parco per trovare una soluzione, sia nell'interesse della conservazione dell'orso, sia della tranquillità delle persone». «L'evento di questa notte - ha sottolineato Carrara - ripropone la necessità, per la conservazione dell'orso, di mettere in campo azioni che coinvolgano tutte le amministrazioni che operano sul territorio, evitando di lasciare solo al Parco la soluzione di problemi che implicano altre competenze e altre responsabilità». 
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