Martedì 11 Giugno 2024

"Tenere equilibrata la fiscalità del settore"

UN TEMA DI GRANDE ATTUALITÀ e che ha creato un forte dibattito tra politica ed aziende del settore è quello della nuova legge finanziaria che, tra le altre cose, prevede aumenti delle accise sul tabacco a partire dal 2023. L’obiettivo è di far entrare circa 138 milioni di euro nelle casse dello Stato, tramite la vendita di tabacco e sigarette. Per farlo, l’accisa su questi prodotti aumenterà del 40%, che equivale a 36 euro per mille sigarette, con un rincaro sul pacchetto da venti sigarette di circa 15-20 centesimi. L’imposta salirà ancora a 36,5 euro per mille sigarette, nel 2024, e a 37 euro nel 2025.

La posizione di British American Tobacco Italia, come afferma Roberta Palazzetti, presidente e ad di BAT Italia e area director per il Sud Europa è netta: "Per BAT è fondamentale che gli investimenti effettuati nel nostro Paese restino sostenibili, altrimenti non ci può essere creazione di valore. Per questo è indispensabile che la fiscalità nel nostro settore si mantenga equilibrata. Tra le diverse fasce di prodotto e tra le diverse categorie, assicurando gettito in crescita per l’Erario e una differenziazione dei prodotti a rischio ridotto che ne consenta una crescita che sia però razionale, compensando il calo fisiologico di volumi delle sigarette e mettendo insieme tutela del gettito e attenzione alla salute, senza distorcere la concorrenza sul mercato".

Continua Palazzetti: "Uno scenario ben diverso da quello che si profila oggi con l’articolo 29 della bozza di Legge di Bilancio: mi riferisco alla strutturazione del maggior carico fiscale che si intende introdurre sulle sigarette tradizionali soggette a combustione. L’introduzione di un maggior carico fiscale deve essere tale da impattare nella stessa misura su tutte le tradizionali sigarette presenti sul mercato, a prescindere dalla loro fascia di prezzo. Non è in alcun modo condivisibile che sulla medesima categoria di prodotto, ossia le sigarette tradizionali, si introduca con l’articolo 29 un carico fiscale il cui impatto è maggiore o minore a seconda della fascia di prezzo. Al di là dell’ovvia considerazione che l’impatto sulla salute delle tradizionali sigarette è il medesimo a prescindere dalla relativa fascia di prezzo, l’intervento così strutturato si pone, nel merito, in netto contrasto con la Direttiva Comunitaria di cui la normativa italiana di settore è figlia, la quale impone l’obbligo di garantire condizioni neutre di concorrenza. Auspichiamo, quindi, che l’attuale articolo 29 venga opportunamente riformulato per garantire che la strutturazione di un maggior carico di accisa sulle tradizionali sigarette abbia effetti equivalenti su tutte le fasce di prezzo, così da assicurare condizioni neutre di concorrenza".

Andrea Telara