Lunedì 20 Maggio 2024

"Tecnologia e digitale Così Cesi anticipa il futuro"

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LA CODA LUNGA DEL COVID, la guerra in Ucraina, la crisi energetica con i maxi rincari dei prezzi di gas ed energia elettrica, l’inflazione a due cifre e lo spettro della recessione. Siamo di fronte a sfide importanti per i governi, le aziende e le persone. E "dopo tanti anni, la nomina, voluta dagli azionisti, di un manager interno rappresenta senza alcun dubbio un forte segnale di fiducia nel nostro gruppo" esordisce Domenico Villani, da ottobre nuovo ad di Cesi. "Un’azienda multinazionale, solida e con prospettive di sviluppo molto interessanti, in cui lavoro da più di sedici anni. Il Cesi – prosegue Villani - con i suoi esperti e un know-how che ha le sue radici in oltre sessant’anni di storia, contribuisce allo sviluppo del settore energetico nel mondo, supportando la transizione energetica verso fonti sempre più pulite e garantendo, attraverso il testing indipendente, reti elettriche sempre più flessibili e digitalizzate".

Quali sono gli effetti della crisi energetica sulla transizione in corso nel settore?

"Il conflitto russo-ucraino ha svelato profonde debolezze nel sistema energetico europeo e italiano. Una situazione che purtroppo provoca ricadute negative sulle aziende e sulla popolazione. Non è un caso che il recente rapporto del Censis evidenzi come la crisi energetica sia la principale fonte di preoccupazione per il 33,4% delle famiglie italiane, che arriva al 43% tra quelle meno abbienti. I dati parlano chiaro e necessitano di azioni a breve termine per individuare modalità ulteriori di efficientamento, soprattutto nel consumo di energia, così come diversificare le rotte e le fonti di approvvigionamento".

E nel medio–lungo periodo?

"Abbiamo due strade principali da percorrere. Una prevede l’accelerazione nella realizzazione degli impianti rinnovabili, soprattutto fotovoltaico ed eolico, fino ad arrivare a una media di 10 GW all’anno, rispetto a circa 1 GW all’anno di oggi. Gli investitori ci sono ma bisogna dare una forte spinta alla concessione delle autorizzazioni. L’altra strada da percorrere prevede il miglioramento ulteriore del sistema di infrastrutture di trasporto dell’energia, dalla sorgente verso i centri di consumo. Questo è un passaggio cruciale per l’Europa per poter diffondere e condividere l’energia pulita, prodotta da fonti rinnovabili. E a tale scopo, esistono già tecnologie innovative, da implementare su larga scala".

Quali sono le principali sfide che il Cesi dovrà affrontare in questo scenario?

"Come ogni altra azienda, anche noi abbiamo sofferto per il considerevole aumento dei costi dell’energia. Per superare questa situazione, stiamo già implementando modalità di efficientamento dei nostri consumi. Esternamente, invece, sui nostri mercati di riferimento, ci stiamo impegnando per sviluppare e trasformare il tradizionale modello fornitore-cliente in un rapporto di partenariato. A oggi lavoriamo con l’obiettivo di identificare in anticipo le necessità dei nostri clienti, così da adottare con rapidità le soluzioni tecnologiche più efficaci, diminuendone il time to market. Un fattore, il tempo, che sempre di più è diventato una variabile fondamentale nell’adozione di soluzioni innovative e sicure. Con la profonda esperienza dei nostri esperti, Cesi è in grado di implementare rapidamente nuovi laboratori, o impianti pilota, per testare le soluzioni tecnologiche che i nostri clienti devono introdurre sul mercato".

Qual è il ruolo dell’innovazione tecnologica nel futuro del settore energetico e quello di Cesi?

"L’innovazione tecnologica guida il futuro del settore. In particolare, la digitalizzazione dei sistemi elettrici è uno dei fenomeni cruciali che stanno guidando il cambiamento nel settore energetico. Le tecnologie digitali stanno favorendo sempre più la gestione in automatico delle reti energetiche, facilitando l’ottimizzazione dei consumi e l’utilizzo efficiente dell’energia rinnovabile, aumentando, nel contempo, la resilienza delle reti. Proprio su questi temi vogliamo puntare ancora di più nei prossimi anni, sia nella progettazione che nel testing delle nuove tecnologie. La transizione energetica, infine, prevede un’attenzione essenziale e continua all’impatto sull’ambiente. In questo senso, i nostri esperti sono in grado di progettare e ingegnerizzare le soluzioni tecnologiche più adatte per mitigare e ridurre al minimo tale impatto, lavorando a fianco di aziende elettriche, grandi consumatori, istituzioni e organizzazioni internazionali".

Quanto la tecnologia diventa strumento per evitare, o mitigare, gli effetti del dissesto idrogeologico?

"Il nostro Paese è bellissimo ma caratterizzato da una conformazione geografica particolare. Come indicato da Ispra quasi il 94% dei Comuni è a rischio da questo punto di vista! In Italia abbiamo tutte le competenze per fare fronte a tali rischi. È necessario, però, riuscire a programmare al meglio gli interventi. Il Pnrr prevede la realizzazione di un sistema integrato per la gestione del rischio idrogeologico, con l’obiettivo di ridurre i potenziali rischi per più di 1,5 milioni di persone. In quest’ottica, le tecnologie e i sistemi di monitoraggio rivestono un ruolo cruciale. In questo ambito, opera Ismes, società del gruppo Cesi. Con una squadra di 70 professionisti, tra ingegneri e geologi, siamo in grado di partire dalla definizione delle grandezze da monitorare, passando poi alla progettazione e realizzazione del sistema di monitoraggio. L’analisi e l’interpretazione dei dati ci porta, infine, sia a studiare le soluzioni migliori per la mitigazione dei rischi che a ingegnerizzare le infrastrutture e le opere in modo adeguato alla criticità del contesto".