Lunedì 24 Giugno 2024
VITTORIO BELLAGAMBA
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Continua a crescere il numero delle start up e delle Pmi innovative

Oltre 14.700 società iscritte al Registro delle imprese, confermata vivacità del settore

L'andamento delle start up e delle Pmi innovative

L'andamento delle start up e delle Pmi innovative

Roma, 29 Dicembre 2022 – Aumenta il numero delle start up italiane. Al termine del terzo trimestre 2022, il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ai sensi del decreto-legge 179/2012 è pari a 14.708, in aumento di 87 unità (+0,6%) rispetto al trimestre precedente. Possono ottenere lo status di startup innovativa le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate, e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale. Tra le oltre 389 mila società di capitali costituite in Italia negli ultimi cinque anni e ancora in stato attivo, il 3,8% risultava registrata come startup innovativa alla data della rilevazione. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup risulta in rialzo rispetto all’ultimo trimestre (+66,5 milioni di euro, +6,6% in termini percentuali) attestandosi ora a quota 1.077.517.555 euro per un capitale medio pari a 73.260 euro a impresa. L'analisi è stata effettuata dal MIMIT (Direzione Generale per la Politica Industriale, l’Innovazione e le PMI), InfoCamere, Unioncamere e Mediocredito Centrale.

Sommario

I settori di attività

Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 76% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica, 39,6%; attività di R&S, 14,2%; attività dei servizi d’informazione, 8,6%), il 15,5% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, 2,9%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,2%;), mentre il 3,1% opera nel commercio. In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali appare rilevante. Il 10% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese è una startup innovativa; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 6,6%. In alcuni settori, come definiti dalla classificazione Ateco 2007, la presenza di imprese innovative è particolarmente elevata: il 43,6% delle nuove aziende con codice C 26 è una startup innovativa (fabbricazione di computer), il 47,1% di quelle con codice J 62 (produzione di software) e addirittura oltre il 72% di quelle con codice M 72 (ricerca e sviluppo).

Le compagini sociali

Guardando alla composizione delle compagini sociali, le startup innovative con una prevalenza femminile – ossia, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne – sono 2.000, il 13,6% del totale: incidenza nettamente inferiore rispetto al 20,6% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 6.421, il 43,7% del totale, una quota simile a quella fatta registrare dalle altre nuove società di capitali (44,3%). Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.636, il 17,9% del totale. Si tratta di un dato di oltre tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (14,5%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: queste rappresentano il 41,3% delle startup (6.076 in tutto), contro il 31,4% delle altre imprese. Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 550, il 3,7% del totale, una quota tuttavia inferiore a quella osservata tra le altre nuove società di capitali (10,5%). Per contro, le startup innovative in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 14,9% (2.199), proporzione abbastanza simile a quella riscontrata tra le società di capitali (16,6%).

La distribuzione sul territorio

Analizzando la distribuzione geografica del fenomeno, la Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 3.933, pari al 26,7% del totale nazionale. Seguono il Lazio (1.790, 12,2% del totale), la Campania con 1.392 startup (9,5%), l’Emilia-Romagna con 1.093 startup (7,4%). A breve distanza compare il Veneto (1.084, 7,4% del totale nazionale) al quinto posto. Segue il Piemonte, con 812 (5,5%). In coda figurano la Basilicata con 156 (1,1%), il Molise con 81 (0,6%) e la Valle d’Aosta con 22 (0,2%) startup innovative.

Nelle regioni

Il Friuli-Venezia Giulia è la regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle nuove società di capitali con meno di cinque anni e cinque milioni di fatturato annuo: circa il 5,3% è una startup innovativa. Seguono in graduatoria il Trentino-Alto Adige e la Basilicata entrambe al 5,2%. Chiudono la classifica la Puglia, la Calabria e la Sardegna (tutte tra il 2,8 e il 2,9%).

Nelle province

Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: alla fine del terzo trimestre 2022 esse erano 2.787, quasi il 19% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota mille (1.619 startup, 11% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine, Napoli (705, 4,8%), Torino (547, 3,7%) e Bari (375, 2,5%). La top-10 è completata da Bologna, Padova, Salerno, Brescia e Bergamo. In ciascuna delle prime 20 province in graduatoria sono localizzate più di 160 startup; per contro, le ultime 10 province della classifica presentano meno di 18 startup. A Vibo Valentia e Vercelli, sono localizzate rispettivamente solo 6 e 3 startup innovative. Se si considera il numero di startup innovative in rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (circa il 6,9%); seguono Milano (6,5%), Terni (6,1%), Potenza (6%). Da notare come nella parte alta della graduatoria si posizionino Ascoli Piceno, al 5° posto (5,7%), e Pordenone, al 6°, dove il 5,6% delle società di capitali avviate negli ultimi cinque anni e con meno di cinque milioni di fatturato è una startup innovativa. All’estremo opposto, la provincia con la minore incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali è Vercelli (quasi lo 0,6%).

L'occupazione creata dalle start up

Sotto il profilo occupazionale, il totale dei dipendenti delle startup innovative è di 22.297, mentre il numero di startup innovative con dipendenti si attesta a 6.046 unità. Ne consegue un valore medio di 3,7 addetti per startup innovativa, e un valore mediano di 2 addetti. Tra le metriche delle nuove società di capitali, si nota un valore medio di addetti superiore rispetto alle startup innovative: 5,7 per impresa. In merito alle statistiche relative ai soci, al 1° ottobre 2022 i soci delle 14.591 startup innovative per cui è disponibile tale dato risultano pari a 71.364, circa 600 in più rispetto al trimestre precedente (+0,9%). Le startup innovative sono contraddistinte da compagini significativamente più ampie rispetto alle altre nuove società di capitali: in media ciascuna startup ha 4,9 soci, contro i 2,1 riscontrati tra le altre nuove imprese.

Gli indicatori economici

Venendo infine agli indicatori economici e finanziari, occorre premettere che i dati di bilancio attualmente disponibili, relativi al 2021, coprono una parte delle startup iscritte al 1° ottobre 2022: sono complessivamente 9.762. Tra le startup innovative così circoscritte, il valore della produzione medio per impresa nell’esercizio 2021 risulta pari a poco più di 211,9 mila euro, dato in netto aumento rispetto al trimestre precedente (circa 47 mila euro in più). L’attivo medio è pari a poco più di 408 mila euro per startup innovativa, dato anch’esso in aumento (circa +20 mila euro) rispetto alla precedente rilevazione. Considerando, infine, la produzione complessiva, essa ammonta a 2.068.143.474 euro, un dato superiore di quasi 700 milioni di euro rispetto a quello registrato al termine del trimestre precedente (1.371.271.643 euro). Il dato sul valore mediano della produzione è pari a 34.770, un valore più basso rispetto alla media (211.856,53 euro): un’ulteriore conferma del fatto che la maggioranza delle startup innovative registrate si trovi ancora in una fase embrionale di sviluppo. Il reddito operativo complessivo registrato nel 2021 è negativo per -125 milioni di euro, con un peggioramento di 37 milioni rispetto a tre mesi fa (-88). Uno dei parametri che più contraddistinguono le startup innovative rispetto alle altre nuove società di capitali è l’elevato grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale netto: in questo trimestre il rapporto è pari al 30%, cioè oltre 7 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3,9%. Nel 2021 permane tra le startup innovative una maggioranza di società in perdita: oltre il 50,3% (dato in contrazione di 2,5 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione), contro la restante parte (circa il 49,7%) che segnala un utile di esercizio. Com’è fisiologico per imprese a elevato contenuto tecnologico, che hanno tempi più lunghi di accesso al mercato, l’incidenza delle società in perdita tra le startup innovative risulta sensibilmente più elevata rispetto a quella rilevabile tra le nuove società di capitali non innovative (pari al 29,2%). Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi; se però ci riferisce soltanto a quelle in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli fatti riportare dalle altre società di capitali (ROI: 0,12 contro 0,04; ROE: 0,2 contro 0,1). L’indice di indipendenza finanziaria delle startup innovative è 0,39, inferiore rispetto a quello registrato dalle altre nuove imprese non innovative (0,46). Se andiamo a considerare soltanto le startup innovative e le società di capitali in utile, si registra 0,36 contro 0,47. Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 23 centesimi di valore aggiunto, un dato lievemente inferiore rispetto a quello delle altre società (26 centesimi). Ancora una volta, limitandosi alle imprese in utile, le startup generano, per contro, più valore aggiunto sul valore totale della produzione rispetto alle società di capitali: 34 centesimi contro 29.