Mercoledì 29 Maggio 2024
MATTIA TODISCO
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Il pallone dei Mondiali 2022, ecco i segreti di Al Rihla

Dopo Telstar a Russia 2018, omaggio a quello di Messico '70, si torna ai colori sgargianti e si pensa alla sostenibilità ambientale

Si chiama Al Rihla il pallone con cui si giocheranno i Mondiali di calcio in Qatar 2022, in partenza tra pochi giorni. Il nome scelto significa “viaggio”, in arabo, quasi a sottolineare quello che naturalmente è il destino di un pallone: la traiettoria, la speranza di milioni di tifosi che sostengono le rispettive nazionali.

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Richarlison con il pallone dei Mondiali (Ansa)
Richarlison con il pallone dei Mondiali (Ansa)

Ha girato per dieci Paesi del mondo durante i mesi della promozione sviluppata dalla Fifa per le iniziative legate al Mondiale e ora si fermerà in Qatar, nei suoi esemplari che faranno da protagonisti nelle partite della rassegna iridata. Tecnicamente è il primo pallone che guarda a un principio di sostenibilità, tra quelli utilizzati per i Mondiali, essendo disegnato con inchiostri e colle a base d'acqua. È stato realizzato con venti pannelli in poliuretano e testato in laboratori che ne hanno garantito indeformabilità e massima tenuta d'aria.

I colori di Al Rhila, quattordicesimo pallone realizzato da Adidas per il campionato del mondo, richiamano quelli della bandiera qatariota con una spruzzata d'azzurro e i tre simboli della Fifa, della casa produttrice e dello stemma di Qatar 2022.

Nella versione ufficiale è presente sul sito internet del colosso sportivo in varie versioni, dal pallone mini a 15 euro fino alla versione standard con le colorazioni bianca, arancione, rosa, azzurra, sia per l'allenamento che per la partita, con prezzi che arrivano fino a 150 euro.

Succede al Telstar di Russia 2018, decisamente meno colorato e omaggio alla versione del 1970, la prima marchiata Adidas, utilizzato per i Mondiali del 1970 in Messico (quelli dei Italia-Germania 4-3 e della successiva sconfitta azzurra in finale con il Brasile).

Tra i modelli entrati nella storia, particolarmente nello Stivale, c'è sicuramente il Tango del 1978 e 1982, il secondo coincidente con il trionfo di Madrid degli uomini di Bearzot. Con Al Rihla si torna a un'idea visivamente sgargiante, simile al Brazuca di Brasile 2014, con una tecnologia che guarda sempre più al futuro. Qualche portiere, in passato, si è lamentato di come le traiettorie abbiano cominciato a diventare sempre più difficili da intercettare. Tutto in ragione dello spettacolo.