Metalli riciclati, Italia tra i primi in Europa

Già superato l'obiettivo fissato dalla direttiva europea per il 2025. E nuovi settori si aprono alla sostenibilità

La seconda vita dei metalli
La seconda vita dei metalli

I metalli, come noto, rappresentano una risorsa essenziale e molto versatile. Ma un valore aggiunto e non trascurabile, proprio perché capace di aprire nuove porte alla sostenibilità, è la possibilità di riciclarli più volte senza alterarne le proprietà chimico-fisiche. Attualmente, la lattina di alluminio - il metallo più abbondante in assoluto poiché costituisce circa l'8% della crosta del nostro pianeta - svetta, infatti, nella classifica di contenitori che trovano più facilmente una seconda vita. Non solo. Se la transizione verso un’economia circolare presuppone il riutilizzo e il riciclo dei materiali e prodotti esistenti, dove i metalli rivestono un ruolo di centrale importanza, oggi non sono poche, infatti, le aziende italiane che si dedicano al tema attraverso strategie all’insegna della sostenibilità: un'ulteriore conferma di quanto, fare rete, sia lo strumento necessario per completare il mosaico dell’economia circolare.

I settori

I settori interessati, però, non sono soltanto l’edilizia e l’industria, proprio perché possiamo trovare tanti oggetti in metallo o contenenti metallo anche nella nostra vita quotidiana: dar loro la possibilità di una seconda vita permette di smaltire questi rifiuti senza danneggiare l’ambiente, di risparmiare in termini di energia nelle fasi di produzione e di risparmiare dal punto di vista economico. Una strada che continua a spianarsi anche in prospettiva del futuro, come confermano le nuove vetture elettriche che saranno sempre più progettate per prevedere il riutilizzo di alcune parti e componenti, e il cui riciclo sarà dunque fondamentale.

Italia al top

La migliore performance di riciclo resta, senza dubbio, quella degli imballaggi che nel 2020 ha avviato a riciclo 9 milioni e mezzo di tonnellate (il 73%) a fronte delle 13 milioni immesse al consumo, superando, con alcuni anni di anticipo, l’obiettivo del 65% entro il 2025 previsto dalla direttiva europea e dalla normativa nazionale. Stesso discorso per i singoli materiali: alluminio (69%), acciaio (80%). Nel 2020, infatti, l’Italia si è classificata seconda sul podio – un posto indietro soltanto rispetto alla Germania – confermandosi un’eccellenza all’interno dello scenario europeo: nel dettaglio, sono state riciclate 47..400 tonnellate di imballaggi in alluminio e altre 4500 tonnellate di imballaggio destinato alla termovalorizzazione.