Giovedì 16 Maggio 2024
SOFIA SPAGNOLI
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Lensa Ai: l'app che crea avatar, tra accuse e violazione della privacy

La nuova app che crea ritratti iper realistici e colorati sta spopolando sul web. Ma le immagini generate hanno creato dubbi sul fronte dei diritti digitali

Lensa app è scaricabile su tutti i tipi di smartphone

Lensa app è scaricabile su tutti i tipi di smartphone

Roma, 22 dicembre 2022 - Si chiama Lensa Ai, l’app sviluppata dalla società Prisma Labs che sta spopolando su tutti i social: le home di Instagram, Facebook e Twitter sono tappezzate di ritratti iper realistici, colorati, con un effetto simil fumetto e avatar. Ed è proprio quest’ultima funzione, chiamata Magic Avatar, ad essere la più utilizzata in quest’ultimo periodo, forse anche complice l’uscita del nuovo film di James Cameron, Avatar 2. Ma la particolarità dell’app sta nella realizzazione: i ritratti, che sembrano eseguiti da un illustratore, sono in realtà realizzati da “Ai”, ossia un’intelligenza artificiale, che crea decine di avatar nel giro di pochi minuti. Il successo dell’app è stato sbalorditivo: negli Stati Uniti, secondo SensorTower, l’app nei primi giorni di dicembre è stata scaricata da oltre 4 milioni di utenti, e ora è tra i primi posti nella sezione Photo & Video dell’App Store di iOS, superando, al momento, YouTube e Instagram.

Come funziona Lensa AI

La prima versione di Lensa Ai, datata 2018, prevedeva di poter modificare le foto e i video per renderli perfetti da essere postati sui social. Il passo definitivo verso la viralità è arrivato dall'implementazione dell'intelligenza artificiale nella modifica delle immagini, grazie alla quale si è passati da semplici foto a veri propri ritratti. Il funzionamento è molto semplice: basta scaricare l’app, presente su iOS e su Android, ma su quest’ultimo con il nome Lensa: Photo Pictures Editor, e selezionare un minimo di dieci foto e un massimo di venti da caricare. A questo punto si sceglierà il tipo di abbonamento da sottoscrivere, perché nonostante l’app sia gratis gli avatar sono a pagamento. Il più economico viene 6.99 euro e prevede la realizzazione di 50 ritratti. Basterà poi attendere una ventina di minuti, tempo impiegato dal sistema nell’elaborare i contenuti, per assistere al risultato finale.

Dubbi e criticità: la privacy

Le immagini generate hanno, però, sollevato dubbi sul fronte della privacy digitale. La prima domanda spontanea che può insorgere è “che fine fanno le immagini che si caricano sull’app?" David Leslie, direttore della ricerca sull'etica e l'innovazione responsabile presso l'Alan Turing institute e professore alla Queen Mary University di Londra, su Wired US ha messo in allerta gli utenti: "Dobbiamo sempre essere consapevoli quando i nostri dati biometrici vengono utilizzati per un qualsiasi scopo. Si tratta di dati sensibili. Dovremmo essere molto cauti". I dati biometrici di cui parla il professore, come segnalato da GQ, sono le informazioni che rendono unici i nostri volti, come il colore degli occhi, la distanza degli elementi che li compongono e altri parametri facciali. Tutte le informazioni sulla privacy di Lensa sono esplicitate nell’avviso che compare dopo che viene scaricata l’app, e alla quale si dà solitamente consenso senza approfondire. La privacy policy dichiara di non utilizzare i dati del viso che si forniscono per nessun motivo diverso dall’applicazione, a meno che l'utente non abbia dato il suo esplicito consenso a utilizzare le foto o i video per scopi diversi, come marketing e pubblicità. Al punto 5 cita la stessa infromativa sulla privacy: "Non utilizziamo le foto o i video che fornisci quando usi Lensa per nessun motivo diverso dall'applicazione di diversi filtri o effetti stilizzati".

L’insurrezione degli artisti

La diffusione dell’app ha fatto scatenare l’ira di molti artisti che si sentono sottratti da quella che potrebbe essere per loro un’opportunità lavorativa, e che hanno rivisto in alcuni avatar asset e stili creati da colleghi in precedenza. Per questa ragione l’app è stata accusata di sfruttamento di opere senza rispetto dei diritti d’autore.

Il vicino parente di Faceapp

C’è un’altra app che aveva fatto così tanto discutere in passato, ossia FaceApp, presente su dispositivi iOS e Android, è un’applicazione che utilizza un algoritmo e l'intelligenza artificiale per generare automaticamente trasformazioni realistiche di volti nelle fotografie. Così si può avere la foto di sé stessi da anziani, cambiare il proprio sesso o vedere che figlio potrebbero avere due persone combinando le rispettive foto. Ma anche la policy privacy di Faceapp aveva generato una serie di dubbi, degni di una spy story. Questa app nasce dalla mente di una società russa, un paese dove i social e le aziende tecnologiche sono sotto il controllo governativo, e già questo era sufficiente per mettere in allerta gli utenti. Inoltre la pagina della policy non è molto chiara, si legge che: “Le fotografie rimangono nel cloud per un periodo limitato di 24-48 ore dopo l’ultima modifica della foto, in modo da poter tornare all’immagine e apportare ulteriori modifiche se lo si desidera”.