Martedì 28 Maggio 2024
SOFIA SPAGNOLI
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IPhone 14 Apple a rischio per Natale. Colpa del Covid

Bloccata la produzione nella fabbrica di Zhengzhou che sforna 500mila pezzi al giorno

Chiamate indesiderate sul cellulare: come fare per bloccarle

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Roma, 9 novembre2022 - iPhone sotto l’albero di Natale? Forse. Dopo settimane in cui Apple aveva espresso ottimismo in merito ai propri affari commerciali, ora l’azienda fa un passo indietro e avverte che le vendite potranno essere inferiori perché una fabbrica cinese, punto chiave nella filiera di produzione IPhone, è stata momentaneamente chiusa a causa di un focolaio di Covid-19. Una notizia che richiama la tanto commentata "tolleranza zero covid" portata avanti a spada tratta dal Presidente cinese Xi Jinping, una linea durissima che prevede che al comparire di pochi e singoli casi di persone positive al Covid 19, vengano isolati interi quartieri. Una politica rigorosa, che sta frenando la crescita cinese e facendo insorgere il malcontento generale della popolazione. Ma gli effetti della politica zero covid, non valgono solo per la Cina. Un colosso come Apple, infatti, sta subendo un ritardo nella consegna di nuovi telefoni, perché la fabbrica di Zhengzou, gestita da Foxconn, dal 2 novembre ha chiuso la struttura e murato circa 200mila  lavoratori all'interno dei suoi terreni. Come conseguenza, la produzione di iPhone è proseguita con "una capacità significativamente ridotta - ha affermato Apple in una dichiarazione - Stiamo lavorando a stretto contatto con il nostro fornitore per tornare ai normali livelli di produzione garantendo al contempo la salute e la sicurezza di ogni lavoratore". La presenza di Apple in Cina è così importante che la gente locale si riferisce a Zhengzhou chiamandola "Città dell'iPhone". A pieno regime, la fabbrica Foxconn è in grado di produrre 500mila iPhone al giorno: è il più grande impianto singolo per iPhone, da cui dipende più della metà delle vendite annuali. Questa è solo l’ultima battuta di arresto, però, che colpisce il colosso americano: tra la scorsa primavera ed estate, Apple ha perso 4 miliardi di dollari in vendite di iPad e Mac, dopo la chiusura delle fabbriche fuori Shangai, a seguito della comparsa di casi positivi. Apple ha scelto, quindi, di diversificare la propria filiera fuori dalla Cina, per evitare che i propri affari subiscano ulteriori stop a causa delle politiche intransigenti cinesi. Ha spostato la produzione di alcuni iPhone in India e altri prodotti in Vietnam. Ma il legame con la Cina resta stretto: infatti, il 90% degli smartphone in vendita, continua ad essere prodotti proprio lì.