Venerdì 21 Giugno 2024
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Guardare oltre gli indici di Borsa

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Davide

Biocchi

andamento di una Borsa non può essere valutato esclusivamente in base all’indice di riferimento. Ad esempio, a prima vista, sembrerebbe che la Borsa italiana sia sempre in ritardo e sottoperformante rispetto alle altre borse globali, ma la realtà è ben diversa. Questo è dovuto in parte alla mentalità dei paesi latini, come l’Italia, che si caratterizzano per una maggiore attenzione alla condivisione. Ciò si evince, ad esempio, se confrontiamo il modo di fare welfare nel nostro Paese – intendendo con esso tutte le iniziative volte a garantire il benessere e la sicurezza dei cittadini, in particolare quelli più vulnerabili, bambini, anziani, disabili, meno abbienti, ecc. – rispetto al mondo anglosassone. La medesima attitudine si riflette anche nell’approccio delle società quotate a Piazza Affari che, per condividere gli utili, distribuiscono generosi dividendi ai loro azionisti. Questa fatto contrasta con la mentalità calvinista dei paesi anglosassoni, dove l’individualismo è prevalente e di conseguenza le società quotate preferiscono reinvestire gli utili a vantaggio di sé stesse, tramite i buyback, cioè il riacquisto delle proprie azioni sul mercato, per aumentarne il valore e premiare gli azionisti in modo diverso. Questa differenza si riflette pesantemente nella performance dei rispettivi listini di Borsa. Nel primo caso, i dividendi distribuiti causano un’uscita di denaro dal mercato che va a direttamente nelle tasche degli azionisti. Nel secondo caso, il denaro rimane nel mercato e viene reinvestito. Ciò ha un impatto significativo sulla performance dei listini, con una penalizzazione per i paesi latini e un premio per quelli anglosassoni. Questa distorsione è aumentata negli ultimi anni a causa della crescita sia dei buyback sia dei dividendi, cosa che ha ampliato ulteriormente questa forchetta. Per valutare correttamente la performance di un indice di Borsa, è necessario allora utilizzare il concetto del ‘total return’, che tiene conto sia delle variazioni dei prezzi delle azioni, sia dei rendimenti degli investimenti. Questo correttivo aiuta gli investitori a valutare meglio il reale ritorno di cui beneficiano, anche se per fare davvero un conteggio ben fatto bisognerebbe includere anche l’inflazione e l’effetto del cambio. Alla luce di quanto detto potrebbe non stupire lo scoprire che, considerando il ‘total return’, l’indice italiano abbia ad esempio sovraperformato, post Covid, quello tedesco.

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