Venerdì 21 Giugno 2024
MICHELE ZACCARDI
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Lavoro, dal tecnico specializzato al dirigente: tutte le figure professionali introvabili

Secondo il rapporto Excelsior, nel 2022 il valore delle difficoltà di reperimento cresce di nove punti rispetto al 32% del 2021. Commercio di veicoli e metallurgia tra i cinque i settori più in difficoltà

Operai e tecnici specializzati. Ma anche idraulici e dirigenti. L’elenco delle figure professionali introvabili in Italia è lungo. E si allunga. A scattare la fotografia sul 2022 è stato il sistema informativo Excelsior, targato Unioncamere-Anpal che, nel report relativo a quest’anno e anticipato da il Sole 24 Ore, evidenzia una difficoltà nel trovare alcuni professionisti che sembra strutturale. Nel 2022 il 60% delle imprese con dipendenti ha previsto di assumere. Tuttavia, nel 41% dei casi la selezione si è rivelata più complicata di quanto ci si aspettasse, un dato in aumento di ben nove punti rispetto al 32% indicato dalle aziende nel 2021.

I "mismatch"

In quasi due casi su tre non si trovano profili disponibili, per il semplice motivo che, di tali figure, non ce ne sono molte sul mercato. Nel restante 33%, invece, è la preparazione a non essere adeguata. I settori che hanno mostrato i maggiori problemi di “mismatch” sono cinque, quasi tutti manifatturieri. Si tratta dei comparti di commercio e riparazione dei veicoli (55% di difficoltà di reperimento delle risorse), industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (53%), industrie del legno e del mobile, costruzioni, servizi informativi, tutti e tre con percentuali intorno al 52%.

Dall'operaio al dirigente

I professionisti più ricercati e, al tempo stesso, quelli più difficili da trovare, sono gli operai e tecnici specializzati (55% di “mismatch”). Per queste figure, le aziende hanno dichiarato di impiegare quasi cinque mesi prima di riuscire a individuare il candidato in possesso delle caratteristiche e delle competenze richieste, talvolta rubandolo a qualche concorrente. Ma le difficoltà di reperimento sono molto elevate anche per i professionisti di “alto profilo”, ovvero gli specialisti e i dirigenti per i quali il tempo medio di ricerca da parte dei datori è di poco inferiore ai quattro mesi. Ce ne vogliono invece addirittura più di sei per i tecnici alimentari ed edili. Stesso tempo necessario in media per trovare, tra gli operai, gli addetti alla produzione di mobili e gli idraulici.

Formazione e imprese

"L’elevata difficoltà per le imprese di trovare le giuste professionalità da inserire in azienda, registrata nel 2022, è destinata a permanere se non si interverrà sul collegamento fra formazione e mondo imprenditoriale" ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, a il Sole 24 ore. "Di qui al 2026 stimiamo mancheranno 50mila laureati. Serve una alleanza più forte fra imprese e mondo della formazione che aiuti i nostri giovani ad intraprendere i percorsi più fruttuosi per il loro futuro”. Insomma, la situazione è destinata a peggiorare. Ma il mercato del lavoro finora ha resistito ai colpi.

5,2 milioni di assunzioni

Nel 2022 sono state programmate quasi 5,2 milioni di assunzioni, l’11% in più rispetto al 2021 (4,6 milioni di ingressi), mentre la quota relativa ai giovani è pari al 29%, in linea con il 28% del 2021. Anche per loro, però, il mismatch è altissimo, al 41%. Tra le professioni “intermedie” la domanda rivolta agli under 30 è superiore al 40%. E la percentuale di “introvabili” oscilla tra il 30 e il 50%. SI tratta di cuochi, camerieri, addetti amministrativi, commessi e tanti altri. Tra gli acconciatori, solo per fare un esempio, quasi due terzi degli ingressi sono particolarmente difficili, e alle imprese servono oltre quattro mesi per trovare la persona giusta.

La mappa

A livello territoriale, le maggiori difficoltà sono segnalate dalle imprese del Nord Est, dove quasi il 46% delle figure risulta difficile da reperire. Sono superiori alla media nazionale anche le regioni del Nord Ovest (41,7%), come pure in Toscana, Umbria e Marche. Nel Lazio e nelle regioni del Mezzogiorno le difficoltà di reperimento risultano minori, anche se interessano comunque più del 35% delle entrate programmate. Tra le soluzioni al problema c’è sicuramente scegliere l’indirizzo di studi corretto, facendo conoscere alle famiglie e ai ragazzi le opportunità del mercato del lavoro (soprattutto del territorio). Tra le lauree più ricercate nel 2022 ci sono quelle a indirizzo economico e di ingegneria. Tra i diplomi le richieste principali hanno riguardato soprattutto gli indirizzi della nostra istruzione tecnico-professionale, dall’amministrativo, al turistico, al meccanico. Tra le qualifiche sono molto ricercati gli indirizzi ristorazione, meccanico, edile.